I 5 STELLE NEL CAOS | 02 Settembre 2016

Gli oppositori di successo che non sanno governare

Preso il comune di Roma con una valanga di voti, i 5 Stelle e il neosindaco Raggi si schiantano alla prima difficoltà. La dimostrazione che l’antipolitica ha le categorie per condurre un’opposizione di successo ma non per governare

di ROBERTO BETTINELLI

Che ci sia una rilevante differenza fra condurre un’opposizione di successo e governare è cosa arcinota. Chi sta apprendendo la seppur facile lezione sotto i colpi di una durezza implacabile è il sindaco di Roma Virginia Raggi. 

Ciò che cambiano sono la categorie: reagire davanti ad un comportamento errato degli avversari mettendone in luce gravità e omissioni richiede un istinto polemico che i 5 Stelle hanno dimostrato ampiamente di possedere. Il segreto di un’opposizione di successo sta nel spingere al massimo il motore dell'idealismo, riducendo la realtà a meri slogan, alzando il più possibile i toni e utilizzando nei giudizi un filtro manicheo che attribuisce al nemico tutte le colpe. Dal particolare si passa prepotentemente all'universale. Il confine fra bene e male, fra ‘noi’ e ‘loro’, deve essere netto e invalicabile. Beppe Grillo è riuscito perfettamente in questa impresa, rendendo credibile uno scenario di gran lunga artificioso che deriva da commenti integralisti e forzati all'eccesso anche se in ciò è stato aiutato enormemente dal non trascurabile dettaglio di una classe di governanti quasi sempre non all’altezza della sfida. 

Chi governa, invece, ha un approccio del tutto contrario e riassumibile nella tradizionale ricerca del nobile compromesso. Di più, da chi fa politica dal punto di vista di chi decide, non si può ottenere. Ma per evitare il fallimento su questa strada bisogna rinunciare a quella tendenza ad assolutizzare il dato di realtà che è propria della forma mentis polemica e che appartiene di diritto a chi anima e indirizza una forza di opposizione. 

Qui, come si dice, le polemiche stanno a zero. Qui contano i fatti.  

Il Movimento 5 Stelle, giunto alla guida della capitale grazie alla fortunata turnazione delle ultime elezioni comunali che hanno visto i pentasteltati scalzare il Pd renziano e il centrodestra in non poche città strategiche, vuole fare di Roma la vetrina di un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica. Si tratta dell’ormai diffusa dottrina grillina tutta all’insegna della trasparenza, della lotta acerrima alla corruzione e di un aumento della partecipazione popolare a partire da una sconfinata e ingenua fiducia negli strumenti della democrazia diretta. 

Ma in realtà sta succedendo proprio il contrario: alla prima verifica dei fatti Virginia Raggi ha perso cinque perdine fondamentali a causa di una serie di faide scoppiate all’interno della nuova giunta. In un tempo brevissimo il primo cittadino ha dovuto rinunciare al capo di gabinetto Carla Raineri e al superassessore al Bilancio Marcello Minenna. Dimissioni eccellenti e inattese, considerato il rilievo degli incarichi. Il capo di gabinetto, costretto a lasciare dopo il parere negativo dell’Autorità anticorruzione, doveva garantire in nome e per conto del sindaco il funzionamento della maggioranza e della macchina comunale. Quanto al superassessore, spettava a lui mettere ordine nei conti fuori controllo di un comune che ha un debito complessivo di 13,6 miliardi di euro, che solo in affitti perde 100 milioni di euro all’anno e che per tutta risposta ha l'aliquota Irpef più alta d'Italia. Analoghe decisioni sono state prese dai vertici delle società municipalizzate, Ama e Atac, che se ne sono andati denunciando pesanti e intollerabili ingerenze dell’assessore alla Mobilità Meleo. 

Una situazione caotica che sta portando alla luce faide e lotte intestine dentro un movimento che seguita a promettere purezza e integrità, ma che palesa accese contraddizioni come è il caso del magistrato Carla Raineri ricompensato con uno stipendio da 190mila euro. Un trattamento economico che ha sollevato l’indignazione generale degli elettori grillini, adirati per una cifra giudicata esosa e per nulla differente rispetto agli stipendi d’oro dell'odiata casta. 

Luigi Di Maio, il candidato premier in pectore del movimento, si è affrettato a fornire una narrazione difensiva che parla di una guerra sotterranea dichiarata dalle lobby dell’acqua, dei rifiuti e delle olimpiadi. Una sciocchezza che non può cancellare l’avvio fallimentare di un’esperienza che ha attirato su di sé le speranze di rivalsa non solo dei cittadini romani ma che, nel giro bruciante di un’estate, sta affondando in una spirale di accuse, veleni e notizie fatte trapelare subdolamente sugli organi di stampa. 

Per sopravvivere l’avvocatessa Virginia Raggi, sotto pressione al punto da farsi scappare qualche lacrima e da minacciare istericamente di mollare tutto, dovrebbe rassegnarsi a cambiare le categorie che finora l’hanno guidata nella sua avventura politica. E nel farlo dovrebbe essere seguita dagli altri esponenti e leader del movimento. 

La lezione è semplice: governare non è la stessa cosa che fare opposizione. Chi è bravo nell’una non è detto che lo sia anche nell’altra. Ma come stanno imparando amaramente la Raggi e il Movimento 5 Stelle, per non essere un bluff destinato a durare lo spazio di un’estate, bisogna possederle entrambe. (Roberto Bettinelli)


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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