DELEGAZIONE NEGLI USA | 03 Novembre 2017

Trasporti e rivoluzione digitale. Salini: «UE sia pronta al cambiamento»

Guida senza pilota e sicurezza stradale. La Commissione Trasporti UE visita i colossi high-tech della Silicon Valley. L'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini (FI): «L’Europa non deve farsi cogliere impreparata»

di REDAZIONE

«I sistemi di trasporto intelligenti (C-ITS), i veicoli connessi e la guida autonoma sono il futuro della mobilità. Ad oggi, però, in Europa manca un quadro giuridico organico in grado di offrire le opportune garanzie a consumatori e aziende, senza rallentare il processo dell’innovazione». E’ quanto dichiara l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini, unico eurodeputato italiano membro della delegazione della Commissione Trasporti (Tran) del Parlamento UE che ha appena concluso una visita istituzionale di quattro giorni in California, presso centri di ricerca e sviluppo dei colossi high-tech della Silicon Valley, tra cui Google-X e Waymo, Intel, Tesla, Airbus e Uber, dove si è tenuta una serie di incontri focalizzati sull’innovazione tecnologica nei trasporti. 

Oltre a Salini, hanno fatto parte della delegazione, gli eurodeputati Karima Delli (francese, a capo della missione), Wim Van De Camp (olandese e coordinatore PPE in Tran), Ismail Ertug (tedesco, per S&D), Inés Ayala Sender (spagnola, S&D), Roberts Zile (lettone, per l’ECR), Pavel Telicka (ceco, ALDE) e Merja Kyllonen (finlandese per il gruppo della sinistra GUE). 

L’automazione non è un processo rapido, ma prevede uno sviluppo di lungo periodo e, per l’integrazione nel traffico urbano, extraurbano e autostradale, richiede step graduali. Come sintetizzato da uno studio dell'europarlamento, sono cinque le tappe individuabili nello sviluppo delle tecnologie dell'automazione, alcune, il livello 0 (nessuna automazione), il livello 1 (assistenza alla guida) e il livello 2 (automazione parziale), sono «già oggi disponibili sul mercato e installati principalmente sulle auto private per assistere il conducente nella guida in autostrada e nelle manovre di parcheggio. I costruttori di auto inoltre stanno investendo nella ricerca di sistemi tecnologici più avanzati di livello 3 (auto con pilota, che può cedere la guida in determinate circostanze) allo scopo di migliorare la sicurezza e il confort delle auto private. Contemporaneamente, sono in corso ricerche e sperimentazioni su sistemi ultra-progrediti di livello 4 (automazione elevata) e di livello 5 (automazione completa). Il concetto di "veicolo autonomo" si trova perciò all'apice dell'automazione dei veicoli. Esso richiede, tuttavia, maggiori ricerche e progressi tecnologici prima di produrre un'auto senza conducente sulle nostre strade». 

In particolare l’attenzione dei legislatori UE è puntata sulle numerose implicazioni a livello di sicurezza e di carattere giuridico legate all'automazione 'spinta': «La responsabilità in caso di incidenti è un'altra questione che deve essere debitamente affrontata - avverte l'analisi del Parlamento di Bruxelles - Pur ritenendo che le disposizioni legislative esistenti in materia di responsabilità del produttore possano servire da modello nel passaggio verso nuovi contratti di assicurazione e di responsabilità, che procederanno di pari passo con l'automazione dei veicoli, sarebbe opportuno prevedere soluzioni che limitino in costi del contenzioso. Le autorità competenti dovrebbero elaborare normative chiare per stabilire i limiti di responsabilità secondo i livelli di automazione, facilitare la ricerca del soggetto responsabile di un incidente e ridurre il contenzioso». Tra gli interrogativi aperti, se in caso di incidente stradale in quali casi la responsabilità vada ricercata nel costruttore, nel fornitore del software oppure nel proprietario del veicolo. 

«Se da un lato - spiega l'eurodeputato di Forza Italia Salini, già impegnato nella riflessione sulla digitalizzazione dei trasporti in quanto relatore del dossier sul Sistema del telepedaggio, parte del più ampio Pacchetto mobilità, in commissione Tran - la diffusione in UE dei sistemi di trasporto intelligenti a partire dal 2019 rappresenta un’opportunità concreta per migliorare le funzioni di guida e i servizi ai conducenti, e può contribuire ad ottimizzare flussi di traffico e consumi di carburanti, dall’altro la ricerca sulla guida autonoma, per cui anche l’UE ha stanziato decine di milioni di euro nel progetto L3Pilot, pone sfide importanti sia sul piano della sicurezza stradale e informatica, che su quello etico e normativo, dove restano da sciogliere nodi giuridici seri come la responsabilità in caso di incidente». 

La visita ha portato gli eurodeputati a confrontarsi anche con l'autorità dei trasporti della città californiana di San Francisco, in prima linea nell'affrontare i nodi posti dall'automazione nella mobilità, sul fronte della ricerca applicata e dei test su strada: «A San Francisco - spiega Salini - le autorità americane stanno già testando soluzioni e regolamenti all’avanguardia, prevedendo interventi ad hoc sul piano normativo che rispondano alle sfide poste dall’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi di guida autonoma. L’UE non deve farsi trovare impreparata: valuteremo l’istituzione di un gruppo di lavoro in seno all’Europarlamento sul tema ‘Guida senza pilota e sicurezza stradale’». 


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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