PENSIERO UNICO | 25 Febbraio 2015

I sogni non son desideri

Dietro la frase superficiale ''dovete credere nei vostri sogni'' si cela un inganno tipico del pensiero di oggi: che l'uomo si possa realizzare affidandosi alle proprie misure

di GIUSEPPE ZOLA

Ci sono alcune parole che di per sé sembrano talmente innocue da apparire come indifferenti rispetto al tema che ormai da alcune settimane stiamo affrontando. Tali parole, però, di fatto nascondono un criterio molto vicino al “pensiero unico”.

Vorrei fare un primo esempio di una parola che ultimamente mi fa venire l’orticaria ogni volta che la sento, tanto è diventata frequente. È la parola “sogno”. Proprio ieri ho sentito dire, durante una trasmissione radiofonica, questa solita frase: “dovete credere nei vostri sogni”. Frase assolutamente superficiale, che comunque riafferma il principio del pensiero unico, secondo cui dobbiamo sempre credere ai nostri criteri, alle nostre misure, alle nostre piccole visioni.

Non è con i sogni che si cresce, ma stando alla realtà, che continuamente ci provoca a rispondere, a lavorare seriamente, a non sognare. Tra l’altro, in pochissimi casi i “sogni” si avverano, e penso che questa sia una delle maggiori cause delle depressioni che oggi affliggono soprattutto l’occidente. Non a caso, la maggioranza dei film americani svolgono la propria trama su questo tema: il dramma e spesso la tragedia dell’uomo di oggi è che un sogno non si è realizzato. E allora? Il valore e l’ardore della nostra vita non sta in un sogno, ma in un ideale che dia senso a tutto. In mancanza di vero significato, si segue la scorciatoia del sogno, il che spesso porta al disastro.

Anche in casa cattolica sento spesso usare la parola “sogno”, soprattutto nei confronti dei giovani, che così vengono illusi e poi disillusi. Il più grande educatore dello scorso secolo, il servo di Dio don Luigi Giussani (della cui morte si celebra in questi giorni il decennale) ha usato, con grande successo, il metodo opposto: ha chiesto ai giovani di stare di fronte alla realtà e di verificare la verità cristiana nel confronto e nello scontro con il dato della realtà. La vita non è un gioco che possa essere messo nel ripostiglio dei sogni, ma il pensiero unico ha fatto proprio questa operazione: non riuscendo, pur nel suo smisurato orgoglio, a dare un senso alla vita delle persone e dell’intera società, esso rimanda il problema ad un “dopo” che non potrà non deludere. Così, si mette in atto una operazione criminale, che magari non uccide i corpi, ma annienta la speranza in tante persone.

Il pensiero unico vive sempre dentro i paradossi. In questo caso, l’uomo di oggi non crede più nel Dio che pure si è fatto carne, ma crede nei sogni astratti ed autoreferenziali.

L’uomo illuminista ha iniziato a credere alla propria ragione e ha finito col credere agli oroscopi: per il che ci guadagnano solo certi editori, che, non a caso, continuano a scrivere di “credere sempre ai propri sogni”.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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