PENSIERO UNICO | 04 Novembre 2015

Il Cardinale Sarah e la forza della verità

Nel suo libro ''Dio o niente'' Sarah afferma che «davanti all’ondata di soggettivismo, gli uomini di Chiesa devono state attenti a non negare la realtà inebriandosi di apparenza e di gloria ingannevole». Ecco un vero argine al pensiero unico

di GIUSEPPE ZOLA

Abbiamo già considerato come uno dei motivi che rendono così forte l’avanzata del “pensiero unico” è la debolezza nel mondo occidentale sia del pensiero cattolico che di quello liberale. Ne ho avuta conferma da quanto scritto dal Cardinale africano Robert Sarah nel suo ultimo libro “Dio o niente”, che tanto ha fatto discutere. Mi sembra che il prestigioso prelato abbia puntato il dito su quella che Benedetto XVI aveva definito la “dittatura del relativismo”, che oggi si esprime soprattutto nel ridurre all’ambito privato ogni ricerca su ogni verità oggettiva, cioè su Dio, che viene bollata dal Cardinale come la negoziazione stessa del principio della libertà di espressione, oltre che dalla libertà religiosa.

L’uomo occidentale ha precluso la strada a qualsiasi pretesa di ricerca veritativa: «Se tutto è uguale nulla conta più». E così relativismo e nichilismo si sono sposati, imponendo un pensiero collettivo, in base al quale viene considerato “omofobo” (che significa?) chiunque osi dire che la famiglia “costituzionale” è quella formata da un uomo e una donna con figli e chiunque viene minacciato se osa sollevare qualche perplessità su certi aspetti della cultura islamica perché viene considerato islamofobo” e chiunque viene considerato integralista se osa dire che Cristo è “il centro del cosmo e della storia”.

La mia grande preoccupazione è che questa sorta di relativismo pratico sia penetrato nel corpo della Chiesa, indebolendone fortemente l’organismo. Papa Francesco viene osannato quando dice cose che, stranamente, piacciono ai maestri del pensiero post-moderno, mentre viene censurato quando dice cose che dispiacciono alle aspettative del pensiero comune e collettivo. La verità è che, una volta abbandonato Dio, sta venendo meno un vero pensiero libero e sofferto.

A fronte delle incertezze del corpo ecclesiale, il Card. Sarah raccomanda che la Chiesa «non può più andare avanti facendo finta che la realtà non esista; non può più accontentarsi di un entusiasmo effimero. Davanti all’ondata di soggettivismo, gli uomini di Chiesa devono state attenti a non negare la realtà inebriandosi di apparenza e di gloria ingannevole». Per fare questo, gli uomini di Chiesa non devono avere vergogna di Cristo (come Cristo stesso ha ipotizzato) e di TUTTO ciò che da Lui deriva. Per fermare gli effetti deleteri ed anti democratici del “pensiero unico” occorre che la testimonianza dei cristiani sia intrisa del pensiero di Cristo, come ha recentemente raccomandato il Card. Scola alla Diocesi di Milano, anche perché le opere di carità e gli impulsi missionari non vengano equivocati e resi inefficaci.

Un pensiero forte cattolico può essere uno degli antidoti più efficaci del pensiero unico collettivo. L’errore fatale sarebbe quello di uniformare il pensiero cattolico a quello del mondo. Cosa che i martiri antichi e contemporanei si sono rifiutati di fare, spargendo il proprio sangue per questo, ma fecondando così il terreno della Chiesa e frenando, speriamo, “l’agonia dell’occidente cristiano”.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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