LEGA-M5S | 19 Novembre 2018

Il contratto di governo non tiene più

Dopo le elezioni del 4 marzo la maggioranza Lega-5Stelle ha ridotto di molto gli obbiettivi da inserire nel contratto di governo. Ma anche quello che ha trovato spazio nel patto gialloverde è destinato a deludere

di ROBERTO BETTINELLI

C’è contratto e contratto. Quando si prende in esame l’operato del governo Conte e il percorso intrapreso da Lega e Movimento 5 Stelle, c’è il contratto di governo che chiama in causa i due partiti di maggioranza e c’è il contratto che gli stessi attori hanno siglato con gli elettori e che riguarda inevitabilmente la grande promessa del cambiamento.

Dovrebbe essere, in fondo, lo stesso contratto. Ma non lo è. Dal patto che tiene a galla l’esecutivo e che viene invocato quotidianamente dai contraenti, nel tentativo di nascondere le distanze siderali che separano Salvini e Di Maio, è rimasto fuori fin troppo. Il cambiamento propagandato durante la campagna elettorale, per dirla in breve, era decisamente più ampio e radicale. Un esempio valga per tutti: il taglio macroscopico di 40 miliardi di euro alla spesa pubblica che stando ai dirigenti pentastellati doveva essere realizzato in una sola seduta del consiglio dei ministri e che, in un’ora al massimo, avrebbe garantito ciò che dal dopoguerra ad oggi non è mai stato fatto. Ipotesi affascinante, suggestiva e ottimistica della quale, però, non rimane nulla. Di tagli non si parla più.

Si parla al contrario di privatizzazioni che, stando al vicepremier Di Maio e al ministro dell’economia Tria, dovrebbero portare nelle casse dello stato ben 17 miliardi di euro in un anno. Quanto basta per ridurre l’impatto negativo dell’aumento del deficit e del debito fornendo così alla Commissione europea gli argomenti per non bocciare una legge di bilancio che sta rendendo quasi invendibili i nostri titoli di stato indebolendo l’intero sistema bancario. Inutile dire che il traguardo dei 17 miliardi è stato accolto da tutti gli esperti come una boutade e una soluzione impraticabile al limite dell’irresponsabilità.

I cittadini che attendevano dunque il rispetto del contratto sottoscritto dalle due forze politiche in campagna elettorale, e che il governo Conte ha il compito di tradurre in realtà, sono destinati a rimanere delusi. Prova ne è che la flat tax, a forza di ridurre la platea dei beneficiari, si è trasformata in una misura per pochissimi fortunati. E come tale ininfluente ai fini della crescita. Lo stesso vale per il reddito di cittadinanza e per quota 100 in materia di pensioni: in entrambi i casi la forbice tra quanto annunciato e quanto è potenzialmente realizzabile si sta allargando paurosamente. Al punto che evocare con credibilità l’esito del cambiamento diventa impossibile.

Delle tante assurdità che affollano le concitate uscite pubbliche degli esponenti dell’esecutivo, come il profilattico ai rifugiati e ai richiedenti asilo, nel contratto di governo non c’è spazio. E le misure che in esso sono state inserite, invece, non vedranno mai la luce se non in una quota minimale, risibile e destinata a generare una delusione. Il contratto che tiene faticosamente in piedi la maggioranza guidata dai due vice Salvini e Di Maio, più che dal premier Conte, è già lettera morta.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.