COMUNICAZIONE | 22 Agosto 2017

Il Corriere e le balle sul Papa

A poche ore di distanza, il Corriere dà due versioni completamente diverse in merito a quanto scritto dal Papa nel testo per la prossima giornata del Migrante. Forse i giornali sono i primi che non dovrebbero fare prediche sulle fake-news

di ROSSANO SALINI

Che nel mare magnum dell'informazione contemporanea, soprattutto in rete, possano trovarsi voci incredibilmente discordanti tra loro intorno a un medesimo fatto non è più ormai una sorpresa. La propensione a riprendere a caso cose dette da altri; il desiderio irrefrenabile di utilizzare tutto come pretesto per lanciare immediatamente nella mischia comunicativa le nostre opinioni, che a quanto pare riteniamo debbano stare così tanto a cuore ad ignoti interlocutori da non poter attendere il tempo di una verifica; il disuso in cui cadono sempre più antiche facoltà dimenticate, quali il raziocinio, la prudenza, la capacità di ponderare i fatti: tutto questo, e molto altro ancora, rende sempre più nebulosa l'arena della comunicazione telematica.

Ma che in certi casi siano proprio gli stessi giornali, e addirittura le medesime testate, a dare versioni discordanti dei fatti, questo può risultare particolarmente sconfortante. Non si può infatti dar sempre la colpa a un manipolo di ignoranti che su Facebook diffondono false notizie (o, come si dice oggi nell'orrido vocabolario comune, fake-news). In queste ore, ad esempio, i protagonisti assoluti dell'errore e dell'approssimazione sono proprio i giornali, che sulla notizia del testo di Papa Francesco per la prossima giornata del Migrante hanno dato il meglio.

Fosse solo il fatto di dire che nel testo anticipato non c'è nessun riferimento a «Ius soli» e «Ius culturae», a dispetto di quanto riportato dai giornali telematici, sarebbe ancora poca cosa. Ma le contraddizioni interne agli stessi giornali sono stupefacenti.

Prendiamo il Corriere della Sera. Il 21 agosto, alle ore 12.30 circa, la versione on line del giornale spara la notizia, con tanto di titolo chiaro e netto: «Papa Francesco: ''Sì allo ius soli e allo ius culturae per tutelare i più piccoli''». Nessuna ambiguità: niente meno che un bel virgolettato attribuito al Papa, con tanto di citazione a chiare lettere dell'argomento che sta di nuovo infammando il dibattito agostano nel nostro paese, e che tornerà a farlo ancor più alla ripresa dell'attività parlamentare. Un'entrata quindi bella e buona, con tanto di citazione diretta, nella discussione politica italiana di queste settimane.

Già questo basterebbe a far drizzare le orecchie: strano bene che il Papa, a capo della Chiesa universale, si preoccupi in un testo per la giornata «mondiale» (non italiana) del Migrante di dir la sua sui disegni di legge trattati in aula a Roma. E in effetti il testo vero e proprio, per chi abbia voluto leggerlo, non contiene minimamente il falso virgolettato messo dai giornalisti della redazione telematica del Corriere (e di altre testate) a titolo del loro pezzo.

Ma ciò che lascia di stucco è leggere il giorno dopo l'articolo sempre del Corriere della Sera, questa volta nell'edizione cartacea. Già il titolo cambia notevolmente il tiro: «Francesco riapre la partita dello ius soli. E il suo messaggio diventa un caso», che è tutt'altra cosa dal titolo del giorno precedente. Se poi si va a leggere il pezzo, c'è da restare incantati: «Va ''riconosciuta e certificata la nazionalità al momento della nascita'', e a tutti i bambini va ''assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria''. Si legge anche questo nell’anticipazione del messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 14 gennaio. Non parla di ''ius soli'' e ''ius culturae'', il Pontefice, e non fa riferimento alla legge, approvata dalla Camera e ferma al Senato».

Spettacolare: il Corriere dice che il Papa non parla di ''ius soli'' e ''ius culturae'', mentre lo stesso Corriere il giorno prima titolava mettendo in bocca al Papa un virgolettato bello e buono di sostegno a ius soli e ius culturae. Capolavori del giornalismo di oggi.

Ci si può poi attardare fin che si vuole su quello che in effetti è il pensiero di Francesco sull'argomento; possiamo anche mettere a confronto il pensiero di questo pontefice con quello del suo predecessore, che affermava la preminenza del diritto a non emigrare rispetto al diritto di emigrare; potremmo perfino imbastire un confronto sull'opportunità o meno di tali interventi da parte dei pontefici. Tutto ciò che si vuole: ma che non si sia più in grado, all'interno di una stessa testata giornalistica, di dire le cose come stanno su un punto così semplice e immediato (il Papa ha menzionato o no questi benedetti ''ius soli'' e ''ius culturae''?) significa che le prediche sull'ignoranza dei leoni da tastiera che spesso leggiamo sulle colonne dei giornali forse vanno sospese, per lasciare spazio a un rigoroso esame di coscienza e a un conseguente atto di contrizione.

Lasciamo perdere ora discorsi sulla responsabilità pubblica, e anche morale in qualche caso, dell'operato dei giornali. Limitiamoci a cose più semplici: ci si metta d'accordo, quanto meno all'interno della medesima testata, e se proprio si vuol raccontare una frottola, che la si racconti tutti nello stesso modo.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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