PENSIERO UNICO | 18 Settembre 2018

Il genere X e la morte dell’educazione

Sui documenti dei cittadini di New York si potrà indicare il genere sessuale con una X, e non solo con M o F. Una scelta che i genitori potranno fare anche per i loro figli. L’azione del pensiero unico che minaccia la realtà e la responsabilità educativa

di GIUSEPPE ZOLA

Il pensiero unico e totalitarista non molla, anzi si allarga. Come probabilmente è già noto ai nostri lettori, il consiglio comunale di New York ha approvato a larga maggioranza una delibera con la quale si stabilisce che, a partire dal prossimo primo gennaio, sui documenti di riconoscimento dei cittadini, non ci dovrà essere solo la M di maschio e la F di femmina, ma anche una non meglio identificata X, a seconda di come uno o una si sente. Viene così fatto fuori in un colpo solo il dettato della realtà biologica che identifica in modo inoppugnabile la mascolinità o la femminilità di un essere umano. Il pensiero unico non si arrende al fatto, ma cerca di piegare la realtà stessa ai propri desideri.

L’aspetto più grave di questa vicenda newyorkese sta nel fatto che viene dato ai genitori la facoltà di apporre la X nell’atto di nascita del figlio o della figlia, mentre, almeno al momento in cui viene al mondo lasciando il ventre della madre, la creatura mostra chiaramente a medici e genitori se è nato un maschio oppure se è nata una femmina. In questo caso, allora, quella delibera permette agli adulti genitori di commettere un vero e proprio abuso di potere, che, evidentemente, avrà ripercussioni gravissime sull’educazione del neonato o della neonata. Quei genitori, infatti, come chiameranno quella X? Con un nome maschile o con un nome femminile? Che vestiti compreranno a quella povera creatura? La lasceranno in una perenne incertezza esistenziale, che non potrà non farla crescere con una serie infinita di complessi? E’ notorio, infatti, che senza certezze un giovane cresce male, come, del resto, è ampiamente dimostrato da come tanti giovani oggi vivono un disagio che gli adulti non hanno il coraggio di affrontare.

E’ contro ogni buon senso affermare che sarà il figlio, arrivato alla maggiore età, a scegliere se essere M o F: non sarà più in grado di farlo, visto che per quindici o vent’anni avrà vissuto nella più completa incertezza, nella quale finirà per odiare anche i suoi genitori oltre che se stesso. La delibera del comune di New York ha sferrato un attacco duro e micidiale alla dimensione educativa di genitori e insegnanti. Infatti, gli insegnati di scuola come tratteranno quella creatura? Ed i nonni come si comporteranno?

New York, una delle capitali del mondo intero, ha dato un pessimo esempio a tutte la città del mondo, perché ha tolto la terra sotto i piedi a chi ha la responsabilità educativa, la quale ha bisogno di partire dalla realtà e non dai sogni di adulti irresponsabili e, se vanno avanti così, anche criminali. Tutti insieme, dobbiamo resistere strenuamente a questa deriva, anche per salvare la sanità mentale delle future generazioni.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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