L'ARTE DEI SONDAGGI | 23 Dicembre 2014

Il 'giornale partito' e il brutto vizio della politica

Quando c'è di mezzo la sinistra per Repubblica il bicchiere è sempre mezzo pieno. Ecco un esempio di come utilizzare i sondaggi per fare politica. Un'arte in cui il quotidiano di Ezio Mauro è maestro. E questa volta il fortunato è Renzi

di ROBERTO BETTINELLI

Repubblica ha una missione: far vincere la sinistra. Questo vale al momento delle elezioni, ma anche dopo, durante il periodo ‘vacante’ che cade fra una chiamata alle urne e l’altra. E’ accaduto con il Pds, con i Ds e ora con il Pd. Il presidente del consiglio Renzi beneficia di questa relazione privilegiata come si evince dal sondaggio Demos pubblicato, titolato e abilmente confezionato dal quotidiano diretto da Ezio Mauro. 

Che a Repubblica piaccia Renzi, non è così scontato. Non bisogna dimenticare che siamo in presenza di un 'giornale partito' che non si limita a raccontare la politica ma ha l’ambizione di esercitarla. Repubblica vuole fare politica. E la fa: proprio come fosse un partito. 

La regola vale per tutti i giornali. Ma il caso di Mauro & C. è davvero smaccato. Ed è questo il motivo per cui non è automatico che il quotidiano più autorevole e più letto della sinistra provi simpatia per il premier. 

Renzi, per Repubblica, resta un rivale. L’ambizione di Scalfari e Mauro è sempre stata quella di dettare l’agenda politica. Ai governi e alla sinistra. Oggi tocca al Pd. Quindi, a Renzi. Che oltre ad essere presidente del Consiglio è pure segretario del Pd. E un segretario tutto particolare: un amministratore locale di scuola democristiana che ad un certo punto ha dato la scalata alla roccaforte degli eredi del Pci vincendo una partita che sembrava impossibile. Un soggetto anomalo, che ha fatto della rottamazione e della rottura con il passato i suoi slogan di successo, ma che alla fine si è dimostrato disposto a trattare con tutti. Perfino col Cavaliere. 

Renzi non ha esitato a siglare il patto del Nazareno riabilitando un Berlusconi ormai vittima della gogna giudiziaria ed estromesso dai giochi parlamentari. Un errore imperdonabile secondo Repubblica. Una colpa di cui vergognarsi e che meriterebbe una punizione esemplare. Ma Renzi, oggi, rappresenta la sinistra. Tutta. E come tale va perdonato. E protetto. 

Secondo l’ultimo sondaggio Demos pubblicato sulle colonne di Repubblica Renzi sarebbe l’uomo politico più amato dagli italiani. Colui al quale dare maggiore fiducia. Pari al 50% dei consensi. Subito dietro Salvini, il segretario della Lega Nord. A lui va il 35%. In costante ascesa. Per gli altri non c’è storia: Berlusconi e Alfano poco sopra il 20%. Grillo è ultimo. 

Ma leggiamolo bene il sondaggio. Per capire ciò che vuole dire. E anche ciò che non vuole. Da giugno ad oggi il premier ha lasciato sul campo ben 24 punti percentuali. Il suo governo l’ha seguito nel baratro: 23 punti in meno nello stesso periodo. Una spirale negativa in cui Renzi si è avvitato dopo la sbornia delle europee dove la mossa degli 80 euro è stata la chiave di volta del successo. Visti i numeri, ce n’è abbastanza per essere preoccupati. 

Ma il quotidiano di Ezio Mauro ha costruito la notizia in modo tale da porre l’accento sugli elementi positivi. E solo su quelli. Il segretario del Pd continua a godere della fiducia della metà degli italiani. Anzi, ultimamente sembra addirittura aver guadagnato qualcosa di più. Dopo aver perso 10 punti da ottobre a novembre, sottolineano i titoli di Repubblica, il premier è riuscito a interrompere una caduta che sembrava inarrestabile. Da novembre a dicembre Renzi ha perso solo due punti. Un grande recupero. Quasi degno di Berlusconi. 

Ma non basta. Nell’ultimo mese è aumentata anche la sua capacità di attrazione verso gli elettori di Forza Italia. Renzi, dopo aver fatto il pieno a sinistra, è pronto a replicare l’opera di saccheggio nel centrodestra. Il forziere berlusconiano può essere espugnato. Ma i titoli di Repubblica non spiegano che a settembre gli elettori azzurri attratti nell’orbita del premier e del suo governo erano molti di più. I cinque punti guadagnati a dicembre rispetto al mese precedente sono poca cosa rispetto alla perdita secca di 21 punti che è possibile registrare da settembre ad oggi. Ma se questi sono i numeri è evodente che gli elettori azzurri non si fidano più di Renzi.  

Che cosa è successo? Nulla, se non il tempo. Renzi non è un'eccezione e appartiene alla 'media' degli uomini politici: più governano e più si consumano. La durata è la loro più grande ambizione ma anche la loro bestia nera. La loro immagine è come il ritratto di Dorian Gray: invecchia più velocemente della realtà. E’ inutile tentare di smentire Renzi in un altro modo. Avrà sempre la battuta pronta. Non ammetterà mai nulla che possa essere controproducente per lui e il suo partito. E respingerà al mittente ogni accusa: tasse, Province, Europa, legge di stabilità. 

Detto questo, è lui l’uomo da battere. Se si sommano i consensi di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Ndc-Udc, stando al sondaggio, non si arriva nemmeno al 40%. Pd e Sel, insieme, sono al 43%. Grazie a Renzi, e solo grazie a lui, la sinistra è davanti. Repubblica, tutto questo, lo sa. E corre in aiuto nel momento del bisogno. Basta un sondaggio ben titolato per ridare slancio all’immagine di un leader che inizia a perdere i colpi. Non serve alterare i numeri. E’ sufficiente che vengano presentati in un certo modo. Il trucco c’è, ma non si vede. E’ così che si fa politica. E non c’è differenza se a farla è un partito o un giornale.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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