L’AGENZIA DEL FARMACO | 02 Febbraio 2018

«Il governo ha perso, l’italia cambi negoziatori»

Ema, dopo i ritardi di Amsterdam, in campo anche l’Europarlamento. Presentati gli emendamenti. L’affondo di Salini (FI) a Rainews24: il governo di centrosinistra ha perso con chi aveva condizioni inferiori all’Italia, «cambiare subito negoziatori»

di REDAZIONE

«La speranza c’è. Anzitutto perché il dato oggettivo dell’impreparazione di Amsterdam è accompagnato dalla probabile imprecisione della procedura. Su questo lavora il Parlamento Europeo: per decidere quale deve essere la sede di Ema serve la cosiddetta ‘codecisione’, oltre al Consiglio deve cioè intervenire anche l’Eurocamera». 

Così l’eurodeputato cremonese di Forza Italia Massimiliano Salini ospite della trasmissione La Bussola Quotidiana condotta da Donato Bendicenti su Rainews24, che mercoledì 31 gennaio ha dedicato ampio spazio alla futura sede dell’Agenzia europea del farmaco. A riaprire il caso, dopo l’assegnazione all’Olanda a discapito di Milano tramite un sorteggio che aveva sorpreso un po’ tutti, la notizia, rimbalzata sugli organi di informazione nazionali e internazionali, dei gravi ritardi nella sistemazione definitiva. 

Sul punto il confronto con il capoluogo lombardo è impietoso. Regione Lombardia aveva messo sul piatto una sede prestigiosa come il Pirellone («pronto e disponibile» da subito, ricordano gli italiani) mentre ad Amsterdam non solo la sede è ben lontana dall’essere pronta, ma quella provvisoria non basta a contenere tutto il personale. 

Uno schiaffo al prestigio della stessa Agenzia, e un elemento che potrebbe giocare a favore dell’Italia nel ricorso depositato da Governo e Comune di Milano, dove si sottolinea che «la non corrispondenza alla realtà dei fatti a quanto rappresentato nell'offerta non può non riverberarsi sulla validità della decisione finale», un’argometazione basata sullo «sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti». 

La questione tiene banco all’interno del mondo politico. Parlando nelle stesse ore ai microfoni di «6 su Radio 1» il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni aveva espresso preoccupazione perché «l’Agenzia del Farmaco è fondamentale per la tutela della salute dei cittadini e sapere che da marzo la sede non sarà pronta significa mettere a rischio la salute di tutti i cittadini, non solo quelli di Amsterdam», aggiungendo che «quando ci si accorge di aver fatto un errore» bisogna intervenire. «Può farlo il Parlamento Europeo e la Commissione. Bisognerebbe riprendere in mano il dossier»,  mettendo in gioco il governo italiano in quanto «la questione è al 99% politica e all'%1 giurisdizionale».

Un punto sul quale ha insistito l’europarlamentale Salini su Rainews24: «Ma gli italiani che erano negoziare come hanno fatto a rimanere equiparati ad una sede come quella di Amsterdam? Come siamo riusciti ad arrivare al termine a dovere essere sorteggiati insieme ad una sede così evidentemente meno performante della nostra?»

Secondo l’eurodeputato azzurro, che negli ultimi giorni ha seguito gli emendamenti al dossier Ema presso l’Europarlamento (in tutto una una cinquantina da vari parlamentati, alcuni dei quali riguardano proprio la sostituzione della sede di Amsterdam con Milano), e occorre cambiare musica: «Da questo punto di vista, nella fase critica in cui ci troviamo dobbiamo avere nuovi negoziatori. Se vogliamo portare a casa il risultato - e l’Italia ne ha diritto - non vada il governo attuale a negoziare, perché nella prima fase ha dimostrato di sapere perdere» con chi era in condizioni oggettivamente inferiori. 


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