ABORTO E OBIEZIONE COSCIENZA | 13 Aprile 2016

Il Papa censurato

Dopo che il Consiglio d'Europa ha accusato l'Italia di rendere troppo difficile l'aborto, il Papa a Santa Marta ha denunciato la «persecuzione» che «toglie all'uomo la libertà, anche all'obiezione di coscienza». Ma ai giornali la notizia è sfuggita

di ROSSANO SALINI

Si tratterà, ancora una volta, di una curiosa svista della stampa di casa nostra. Ma a noi pare che ci sia una notizia bella e buona, completamente sfuggita ai giornaloni. I quali lunedì 11 aprile sui loro siti web, e martedì sulla carta stampata, hanno titolato a caratteri cubitali sul Consiglio d'Europa che ha tuonato contro l'Italia, perché a quanto pare da noi è troppo difficile abortire, a causa di un presunto eccesso di obiettori di coscienza nei nostri ospedali. Si tratterebbe di una violazione del diritto alla salute, ci hanno fatto sapere.

Ebbene, il giorno dopo gli stessi giornalisti che hanno dato fiato alle trombe per il pronunciamento del Consiglio d'Europa si sono dimenticati di prendere nota del fatto che, nella sua consueta omelia a Santa Marta, il tanto amato dalla stampa Papa Francesco ha tuonato contro la «persecuzione in guanti bianchi» contro gli obiettori di coscienza. Un riferimento netto ed esplicito a quanto accaduto il giorno prima. Nessun dubbio su questo. Non sarà una delle tante ''aperture'' del Papa che ai giornali piace sbandierare, e a volte inventare. Ciononostante, si tratta a tutti gli effetti di una notizia, che è assurdo non riportare.

Vediamo allora nel dettaglio le parole del Santo Padre nell'omelia di martedì 12 aprile, riportate come sempre da Radio Vaticana. Lo spunto era il racconto del martirio di Stefano riportato dagli Atti degli Apostoli. Da qui, Papa Bergoglio è passato a parlare delle persecuzioni di oggi.

Da una parte c'è la persecuzione fisica: «Noi, quando facciamo un po’ di turismo per Roma e andiamo al Colosseo, pensiamo che i martiri erano quelli uccisi con i leoni. Ma i martiri non sono stati solo quelli lì o quegli altri. Sono uomini e donne di tutti i giorni: oggi, il giorno di Pasqua, appena tre settimane fa… Quei cristiani che festeggiavano la Pasqua nel Pakistan sono stati martirizzati proprio perché festeggiavano il Cristo Risorto. E così la storia della Chiesa va avanti con i suoi martiri».

Ma accanto a questa c'è anche una persecuzione più subdola, «in guanti bianchi», l'ha definita il Papa, «travestita di cultura, travestita di modernità, travestita di progresso». E poi ha specificato: «È una persecuzione – io direi un po’ ironicamente – ‘educata’. È quando viene perseguitato l’uomo non per confessare il nome di Cristo, ma per voler avere e manifestare i valori di Figlio di Dio. È una persecuzione contro Dio Creatore nella persona dei suoi figli!». Quindi, il riferimento palese al pronunciamento del Consiglio: «E così vediamo tutti i giorni che le potenze fanno leggi che obbligano ad andare su questa strada e una nazione che non segue queste leggi moderne, colte, o almeno che non vuole averle nella sua legislazione, viene accusata, viene perseguitata educatamente. È la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche della obiezione di coscienza!».

E questa, dice ancora Papa Francesco, «è la persecuzione del mondo» che «toglie la libertà», mentre «Dio ci ha fatti liberi» di dare testimonianza «del Padre che ci ha creato e di Cristo che ci ha salvato». E questa persecuzione, soggiunge, ha anche un ''capo'': «Il capo della persecuzione ‘educata’, Gesù lo ha nominato: il principe di questo mondo. E quando le potenze vogliono imporre atteggiamenti, leggi contro la dignità del Figlio di Dio, perseguitano questi e vanno contro il Dio Creatore. È la grande apostasia. Così la vita dei cristiani va avanti con queste due persecuzioni. Anche il Signore ci ha promesso di non allontanarsi da noi. “State attenti, state attenti! Non cadete nello spirito del mondo. State attenti! Ma andate avanti, Io sarò con voi”».

Una delle armi più forti di questa persecuzione denunciata da Papa Francesco, così educata e rivestita di cultura e di progresso, è proprio quella di gestire a proprio piacimento le notizie, dividendole in comode e scomode. Le prime da gonfiare, le seconde da nascondere.

Nessuno, se non gli addetti ai lavori, saprà mai che il Papa ha pronunciato queste parole così forti contro le «potenze» che vogliono «imporre leggi e atteggiamenti». Perché i giornali hanno deciso a priori che cosa deve dire e quale immagine pubblica deve avere questo Papa. Tutto ciò che non coincide con lo schema precostituito, con le pagine di giornale già pronte ancora prima che le cose accadano, semplicemente non è. Scompare. Basti pensare anche alla lettura parziale e riduttiva del documento Amoris laetitia: ci si può scommettere che la frase «il Papa apre...» era già inserita nelle bozze dei giornali ancora prima che il testo venisse presentato ufficialmente.

Per fortuna certe notizie non a tutti sfuggono. E riportarle e diffonderle è forse un altro modo per mettere in atto quell'obiezione di coscienza che la moderna ed educata persecuzione vorrebbe di fatto impedire.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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