PENSIERO UNICO | 22 Giugno 2016

Il partito dell'omologazione

Sotto molti aspetti Pd e Movimento 5 Stelle si equivalgono: sui temi sensibili portano infatti avanti battaglie del tutto coincidenti con quelle del ''pensiero unico''. Cattolici e liberali hanno il dovere di creare una vera alternativa a questo blocco

di GIUSEPPE ZOLA

Dopo aver letto ed ascoltato i tanti e contradditori commenti circa l’esito delle elezioni amministrative, vorrei, senza pretese, cercare di giudicare l’accaduto dal punto di vista del “pensiero unico”, a cui è ispirata questa rubrica settimanale.

Dico subito che la preoccupazione aumenta, perché chi è riuscito a vincere ha messo in atto aggregazioni che stanno dando sempre maggiore spazio al pensiero dominante (caso clamoroso quello di Milano, che ha visto entrare in campo i radicali, che, peraltro, fino a poche settimane prima ritenevano Sala addirittura ineleggibile). Sotto questo profilo, è indifferente che a Roma e Torino abbiano vinto donne dei 5 stelle al posto di uomini del PD. Prendendo come riferimento le nostre preoccupazioni, i due partiti sono uguali, anche se per l’acquisizione del potere si combattono ogni giorno. Lo si è visto in occasione della legge sulle unioni civili (meglio, sul simil-matrimonio), quando i grillini non hanno votato a favore solo perché era stata stralciate la questione delle adozioni. Sul merito complessivo i due partiti erano d’accordo.

E ciò vale anche per tante questioni “sensibili”, inglobate in quello che definiamo come pensiero unico (esempio, la libertà educazione, dove entrambi i partiti hanno una impostazione decisamente statalista). Insomma, entrambi questi partiti stanno percorrendo la strada di far affermare sempre di più una omogeneità di pensiero sulle tematiche che riguardano più da vicino gli aspetti umani della nostra convivenza.

L’insieme dei partiti di quello che chiamiamo centro-destra ha alcune oasi di impostazioni corrette, anche se poi non vengono mai fatte valere nei momenti politici decisivi: così, sia a Roma che a Torino i voti del centro destra sono andati, nei ballottaggi, ai 5stelle, senza tenere in alcun conto il pensiero reale dei grillini. Ancora una volta, è prevalsa una preoccupazione politica totalmente sganciata dalla realtà.

La maggioranza dei cattolici, ormai rassegnati a non contare più nulla, non si sono neppure posti il problema da noi sollevato ed hanno votato, ingenuamente, per chi hanno ritenuto più “solidale”, anche se poi sono gli stessi che non difendono le scuole paritarie, che attaccano continuamente la famiglia prevista dall’articolo 29 della Costituzione e che favoriscono nelle scuole statali una educazione contraria ad ogni buon senso. I cattolici sembrano rassegnati a dire: “oramai, non c’è nulla da fare; certe leggi che riguardano la famiglia, la vita e l’educazione passeranno comunque e quindi è inutile combattere ed allora votiamo in base ad altri criteri”. Ripeto che questo atteggiamento li rende assolutamente inutili, sia quando votano chi ha giurato «sulla Costituzione e non sul Vangelo», sia quando si prendono la libertà di un voto di protesta. Mi piacerebbe che qualche cattolico mi dicesse dove va a finire la “testimonianza”, con questo atteggiamento.

Ma anche i liberali dovrebbero porsi il problema. E’ proprio impossibile ipotizzare la nascita di un movimento che tenga insieme la tutela della libertà di pensiero e di azione, con il non abbandono di alcuni ideali che hanno fatto grande la nostra civiltà? E’ proprio impossibile non confondere ogni desiderio con la sua tutela legislativa? Si può essere veri liberali, senza essere conformisti?


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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