PENSIERO UNICO | 17 Febbraio 2016

Il pensiero unico al Governo

L'adesione interessata ai dettami della cultura dominante, con tutti i vantaggi che porta a livello di accreditamento internazionale, è l'unico motivo per cui il premier Renzi insiste tanto sulla necessità di approvare la legge sulle unioni civili

di GIUSEPPE ZOLA

Sempre più pervasivo è quello che chiamiamo “pensiero unico”, sia nelle piccole cose che nelle grandi.

Si è manifestato in quell’evento banale (e quindi molto seguito) che si chiama Festival di Sanremo, durante il quale molti sedicenti “artisti” hanno ostentato pubblicamente simboli appartenenti al mondo arcobaleno non dei pacifisti, ma del mondo LGBT. Hanno creduto, così, di apparire anticonformisti, mentre non si sono neppure accorti di essere caduti nel più bieco dei conformismi, quello dettato imperativamente, appunto, dal pensiero unico dilagante. Per ironia della sorte, poi, il festival è stato vinto, sulla base del voto popolare, da un complesso che non ha ostentato tali simboli, a conferma che il popolo è molto più sano degli ideologi e che l’uomo comune sta resistendo alle pazzie del secolo.

Ma la pervasione di cui parliamo si sta manifestando a proposito di una questione molto più grande, direi epocale. Mi appare molto molto inquietante che il premier Renzi usi tutta la sua testardaggine per far passare ad ogni costo il ddl Cirinnà, cioè una legge dichiaratamente incostituzionale e che sta spaccando la sua stessa maggioranza. Renzi ha trasformato in iniziativa governativa una proposta che, formalmente, era nata come iniziativa parlamentare. Il Presidente del Consiglio si è impropriamente impossessato di una iniziativa non sua, trasformandola in una questione di vita o di morte. E non solo preme perché la legge venga approvata, ma esige anche che venga approvata in tutta fretta: ne sta facendo anche una questione di giorni, come se il mondo intero cascasse senza quel provvedimento. E allora, mi chiedo il perché di questo inspiegabile atteggiamento, soprattutto da parte di un premier che si dichiara in modo esplicito appartenente al “mondo cattolico” (anche se attraverso una educazione che ha spesso privilegiato le tendenze trendy del mondo alla scomodità impopolare del pensiero evangelico). Perché tanta pervicacia e perché tanta fretta?

La risposta più banale potrebbe essere strettamente politica. Renzi ha bisogno di tenere dentro il PD il suo lato sinistro (che, peraltro, ha abbandonato le lotte per la giustizia, abbracciando acriticamente il pensiero radicale di Pannella e Bonino, noti borghesi) e quindi fa di tutto per accontentarlo in vista delle prossime elezioni amministrative. Se fosse così, Renzi venderebbe una tradizione perenne della civiltà umana per il classico piatto di lenticchie. La risposta potrebbe essere vergognosamente plausibile, ma non darebbe conto della enorme sperequazione tra il dare e l’avere di una tale operazione.

Un’altra risposta potrebbe nascere dal carattere esuberante (e tutto toscano) del nostro “eroe”, che desidera mostrare i muscoli, anche in vista del prossimo referendum costituzionale. Questa tesi sarebbe ancora meno difendibile della precedente.

Probabilmente, la vera e profonda risposta sta nell’ossequio dovuto dal premier della debole Italia al pensiero unico della parte ricca del cosiddetto Occidente. Probabilmente, Renzi deve obbedire ad Obama, nei confronti del quale non fa che esplicitare sempre giudizi di ammirazione sperticata. Forse Renzi deve mostrare al mondo intero (quello forte e promotore della “colonizzazione ideologica” di cui ha parlato Papa Francesco anche in Messico) di soggiacere al supposto pensiero dominante. Che poi, a ben guardare, tale non è, visto che il matrimonio tra persone omosessuali esiste solo in 20 Stati su 200 e che in Europa ben 13 Stati nulla prevedono circa le unioni civili, anche se Renzi, mentendo, dice che noi saremmo il fanalino di coda. Ritengo che la risposta più probabile alle domande che mi sono posto sia che anche il nostro premier è stato invaso dal pensiero unico, il che lo rende totalmente insensibile anche al pensiero di quel mondo di cui dice di far parte.

A fronte di tutto ciò, appare sempre più incomprensibile l’atteggiamento del principale alleato governativo del premier, che mi sembra abbaiare tanto senza mordere mai, assicurando il capo del governo che, comunque, non vi sarà alcuna crisi. Ed è chiaro che, così, il ddl Cirinnà sarà approvato. Un altro passo avanti del pensiero unico, sempre più conformista e dittatoriale.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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