MOVIMENTO 5 STELLE | 14 Ottobre 2014

Il pensiero unico di Grillo

L'appello del comico al Circo Massimo: "Dovete diventare come me"

di ROBERTO BETTINELLI

Beppe Grillo, politico di professione e comico per passione, è il solo leader che crede ancora nell’illusione di essere un modello per i suoi sostenitori. “Dovete diventare tutti come me” ha urlato il comico alla folla del Circo Massimo. 

No alla trattativa parlamentare con gli altri partiti, uscita dall’euro e ritorno immediato alla lira, rifiuto dell’abrogazione dell’articolo 18, attacchi contro l’Europa, Napolitano, Renzi e il mondo dell’informazione, difesa forsennata del ‘tutto pubblico’ e reddito minimo garantito. Grillo dall’alto di una gru di 100 metri non ha rinunciato ai contenuti di maggior effetto del suo repertorio ma questa volta, spinto dal flusso di coscienza dovuto allo stato di esaltazione da palcoscenico, ha aggiunto un elemento di novità. E che non va sottovalutato. 

Ha ordinato al popolo dei 5 Stelle di eleggerlo a modello. Il solo e unico, ovviamente. Un’aspirazione che si è sempre portato dentro ma che in fondo non ha mai confessato pubblicamente. Che il Movimento 5 Stelle sia strutturato come un’organizzazione piramidale che vede al vertice il comico genovese e il guru Gianroberto Casaleggio, è noto a tutti. Sono loro ad avere il diritto di ‘vita e di morte’ sugli iscritti e sugli eletti che invece non possono nulla verso i loro capi. 

Di sollevazioni nel popolo dei 5 Stelle ce ne sono state. E si è visto come sono andate a finire. Alle contestazioni sono seguite sistematicamente le purghe. E i dissidenti hanno dovuto lasciare una potente organizzazione che conta 109 deputati, 54 senatori e 17 parlamentari europei oltre a una scheda di sindaci e consiglieri negli enti locali. 

Niente candidature dal basso, ma solo investiture dall’alto come quella di Luigi Di Maio. In mezzo a mille incertezze che la dicono lunga sulla chiarezza del progetto politico, il vice presidente della Camera si è lascito scappare che i 5 Stelle devono essere una forza di governo. Di Maio sarà probabilmente lo sfidante di Renzi alle prossime elezioni politiche. Ma la sua uscita non deve trarre in inganno. Il promettente giovane di Avelino è stato scelto per dire le cose che a Grillo non sono concesse. Il fondatore dei 5 Stelle conosce bene gli umori del suo elettorato. Un mix tra utopia e rifiuto, ingenuo idealismo e rabbia feroce, il tutto unito da un dirompente bisogno di vendetta contro la classe politica. Grillo, da buon ‘rabdomante’ come ama definirsi, non dirà mai che bisogna andare al governo ma continuerà a ripetere che bisogna cacciare gli altri che al governo ci sono da troppo tempo. Una tecnica comunicativa che spesso è stata utilizzata dai politici esperti: si usa il nemico esterno per compattare le truppe che a questo punto sono pronte per offrire la loro completa fedeltà al leader di turno. 

Da che mondo è mondo il sogno dei leader politici è quello di essere imitati dal popolo. Non basta il consenso esterno attraverso il semplice atto del voto, ma si ambisce all’immedesimazione e al potere dell’inconscio. A differenza di Renzi e Berlusconi, il comico genovese è il solo a credere ancora che ciò sia possibile. 

Matteo Renzi non se la passa benissimo ed è costretto di malavoglia a fare il conteggio delle tessere del Pd che pare siano diminuite da quando ha preso in mano le redini del partito. L’annuncio della manovra da 30 miliardi con un taglio astronomico delle tasse pari a 18 miliardi sembra il tentativo di rispondere alla sfiducia crescente verso un talento comunicativo che ormai, vista la povertà dei risultati, genera sospetti anche fra i più sprovveduti. 

Silvio Berlusconi è ancora alla guida di Forza Italia che i sondaggi danno intorno al 15%. Altri concorrenti non se ne vedono e il Cavaliere resta in sella nonostante le sentenze giudiziarie e la faida interna con il ‘delfino’ mancato Fitto. Ma di certo la leadership berlusconiana ha conosciuto tempi migliori. 

Secondo Grillo al Circo Massimo erano più di mezzo milione, ma per la Questura neanche 150mila. Lo scarto non è poco, ma il punto è un altro. Più passa il tempo e più il comico si trasforma in un politico di professione ossessionato dall’idea di produrre tantissimi cloni che la pensano e si esprimono come lui. Prendiamo per buoni i dati della Questura. Pensate che inferno diventerebbe questo Paese se in circolazione ci fossero così tanti Beppe Grillo. 

 

 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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