ELEZIONI REGIONALI | 23 Aprile 2018

Il popolo italiano vuole un governo di centrodestra

Molise, dilaga il centrodestra. Delusi i 5 Stelle, mazzata per il Pd. Salvini e Berlusconi si preparano a fare il pieno anche in Friuli. Mattarella ne prenda atto: un governo dei perdenti Di Maio-Renzi è antidemocratico

di ROBERTO BETTINELLI

Il voto regionale in Molise incorona nettamente il centrodestra con il Movimento 5 Stelle saldamente in seconda posizione, ma fortemente ridimensionato rispetto al dato plebiscitario del 4 marzo, ed il Pd di Matteo Renzi che scivola all’8%. Un dato, questo, che equivale a quanto ha totalizzato la Lega di Salvini e che giunge al termine di cinque anni di governo di centrosinistra.

La vittoria di Donato Toma è importante perché rivela, ancora una volta, quanto il vento sia favorevole ai partiti del centrodestra e quanto la triade Lega-FI-FdI sia difficile da battere se corre all'insegna dell'unità. I leader delle forze maggiori, Salvini e Berlsuconi, hanno condiviso il candidato spendendosi entrambi nel corso di una campagna elettorale in cui è stato chiaro fin dall’inizio che i veri avversari sarebbero stati i grillini. Ma Di Maio ha perso, in meno di due mesi, oltre 10 punti percentuali passando dal 44% al 31% mentre il centrodestra è decollato. Un momento di brillantezza, quello del fronte conservatore, che pare destinato a cogliere un successo ancora più importante in Fiurli Venezia Giulia dove si voterà domenica prossima e dove il candidato governatore, Massimiliano Frediga, è un fedelissimo del segretario del Carroccio. I sondaggi lo danno davanti ai rivali con margini che è quasi impossibile recuperare.

Insomma, se le cose vanno come devono andare Salvini porterà in dote nelle trattative romane due trionfi: uno a spese del Movimento 5 Stelle che si illudeva di poter prevalere nel voto molisano ed uno, decisamente più rilevante sul piano del consenso dal momento che in Friuli Venezia Giulia andrà al voto oltre un milione di cittadini, che vale come un segnale inequivocabile per il capo dello Stato. Di fronte ad un centrodestra che dimostra di poter avanzare ad ogni tornata elettorale, infatti, risulta sempre più difficile ipotizzare un governo nato dall’alleanza fra Movimento 5 Stelle e Pd. Ossia le forze che Salvini ha ripetutamente superato nelle ultime prove delle urne.

Il mandato esplorativo affidato al presidente della Camera dei Deputati, il pentastellato Roberto Fico, non poteva cadere sotto i peggiori auspici. Tanto più che il legame fra Di Maio e Salvini non si è definitivamente spezzato dopo il veto imposto dai 5 Stelle ad un governo che includa anche il partito azzurro. Un percorso comune è ancora perseguibile e Salvini non vuole lasciare nulla di intentato. D’altronde, e non a torto, il leader leghista ritiene impraticabile un ‘governissimo’ in cui sia dato libero accesso a Matteo Renzi e il Pd mentre, come alternativa, potrebbe fare da garante per tutto il centrodestra siglando l’accordo con Di Maio senza rompere l’unità del centrodestra. Forza Italia e Fratelli d’Italia, in questa prospettiva, dovrebbero sorvegliare all’esterno del perimetro dell’esecutivo giocandosi la carta di una severa opposizione che a chi è bisognoso di consensi, come è la forza guidata da Silvio Berlusconi, torna sempre molto utile.

In Molise Forza Italia è rimasta al di sotto del 10%. Ed è questa la soglia che si attende dal voto regionale in Friuli. Numeri che dichiarano come il ridimensionamento a vantaggio della Lega sia ancora in atto e non accenni ad arrestarsi. Sabotare i piani di Salvini e rischiare il confronto con le urne, in questa situazione, sarebbe un azzardo. Meglio allora dare pieno sfogo alle visioni dell’alleato e tentare di recuperare il protagonismo in parlamento, mettendo alle strette il nuovo esecutivo sulle partite di maggiore interesse.

Uno scenario, questo, che non può essere consegnato solamente ai negoziati fra le segreterie dei partiti. L’attore primario che deve svolgere il ruolo del regista è Sergio Mattarella. Il capo dello Stato non può che muoversi in sintonia con il sentimento del popolo italiano che oggi è visibilmente a sostegno del centrodestra.

Il Molise è stato un test positivo ma del quale non bisogna sopravvalutare l’esito. Se non fosse che anche il 4 marzo è emerso un quadro analogo come emergerà, a breve, nelle votazioni del Friuli Venezia Giulia. Mentre il centrodestra cresce il Movimento 5 Stelle e il Pd arretrano. Un governo dei perdenti non ha alcun significato in democrazia. Anzi, ne è la negazione più assoluta. E questo Mattarella lo sa bene. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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