FRONTEX | 12 Luglio 2017

Il ‘sovrano immobilismo’ della UE

Varsavia sembra smentire il vertice di Tallinn con la rinegoziazione di Triton e il potenziamento di Frontex. Ma l’Italia continua a rimanere sola sull’emergenza dei migranti

di ROBERTO BETTINELLI

Un passo avanti e uno indietro. L’immobilismo sovrano dell’Europa, frutto dell’assenza di una politica comunitaria in grado di far confluire i personalismi nazionali in un progetto autenticamente condiviso, non permette di costruire una strategia efficace sul tema dell’immigrazione.

Superato da pochi giorni il trauma per i troppi veti rimediati nel vertice di Tallinn, ora va in scena l’appuntamento analogo di Varsavia dove però sono affiorate risposte maggiormente in linea con le aspettative del governo italiano: la rinegoziazione della missione Triton e un maggiore impegno dell’agenzia Frontex sul fronte dei rimpatri.

Uno scenario che il Viminale ha commentato come «un passo in avanti». Premesse ottime, non c’è che dire, ma non si può dimenticare che solo alcuni giorni fa l’Europa a trazione germanica aveva manifestato un comportamento del tutto contrario ostacolando perentoriamente la possibilità di utilizzo di altri porti che non fossero quelli italiani. Una richiesta avanzata da Roma ma che aveva spaventato i Paesi partner chiamati alla responsabilità di dare seguito agli accordi sulle ‘relocations’. La sola idea che i porti francesi o spagnoli, soprattutto turistici, potessero trasformarsi in tendopoli ha prodotto un rigetto unanime davanti alla proposta italiana. I soccorritori continueranno dunque a raggiungere le località marittime della penisola escludendo di fatto ogni altra opzione. Una decisione che annulla sul nascere qualsiasi speranza di vedere alleggerita la pressione esercitata dai flussi immigratori che in estate, con il miglioramento delle condizioni climatiche, aumentano di intensità fino a sfuggire ad ogni controllo. E tutto questo nella colpevole indifferenza della UE se consideriamo che La Repubblica Ceca si lamenta bellamente davanti alla necessità di accogliere 50 migranti quando l’Italia ne accoglie migliaia al giorno.

Ma ora l’Europa, a distanza di pochissimo, si ravvede e si scopre che l’agenzia Frontex sarà potenziata. Tra le misure decise a Varsavia anche l’invio di più personale negli hotspot italiani per accelerare le procedure di identificazione e delle richieste di asilo. Preso atto dello sforzo, non si capisce bene perché tanto ottimismo da parte di Roma.

Sull’immigrazione l’Europa deve farsi carico dell’intera filiera dell'emergenza pacificando militarmente la Libia, sospendendo le operazioni di soccorso in mare da parte delle Ong, azzerando la burocrazia delle commissioni che hanno il compito di stabilire chi ha il diritto di essere accolto per motivi umanitari, rendendo certi i rimpatri nelle nazioni di origine e il rispetto delle quote dei migranti assegnati ai Paesi dell’Unione.

O si mette in moto al più presto una strategia radicale e definitiva o seguiterà a regnare un ‘sovrano immobilismo’ condotto a suon di vertici inutili che di volta in volta fanno registrare aperture e chiusure davanti alle drammatiche richieste delle Paesi che sono in prima linea da troppo tempo. E che ormai non ce la fanno più a sopperire con le proprie forze all’imperdonabile latitanza delle istituzioni comunitarie. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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