PENSIERO UNICO | 27 Gennaio 2016

Il tracollo mentale profetizzato da Chesterton

Il problema di oggi non è la decadenza morale, ma è quella caratteristica del pensiero unico profetizzata da Chesterton: «Le cose vengono decise tramite associazioni di idee invece di ricorrere ad argomentazioni basate sulla realtà»

di GIUSEPPE ZOLA

Il genio spesso è anche profetico. L’ho pensato rileggendo un passo del grande Chesterton, laddove scrive che «il mondo moderno ha subito un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale. Le cose vengono decise tramite associazioni di idee invece di ricorrere ad argomentazioni basate sulla realtà». Il nostro G.K.C. sosteneva circa novanta anni fa ciò che sta avvenendo ai nostri giorni, nei quali pare che si sia perso proprio il ben dell’intelletto: oggi non si ragiona più sulla base di dati di fatto, ma solo con slogan che allontanano dalla verità della realtà.

Un caso esemplare è dato dall’uso assolutamente irrazionale che si sta facendo della parola “diritti”. Il “diritto” dovrebbe riguardare aspetti attinenti alle dimensioni essenziali della vita di ogni uomo e di ogni donna, come la vita, l’educazione, il lavoro, l’abitare, la salute. Per «associazioni di idee», invece, oggi ogni desiderio o, peggio ancora, ogni capriccio viene fatto assurgere a diritto e pertanto la nostra vita sociale si è riempita di “diritti”, con i quali, senza più pudore, si pretende di sconvolgere l’ordine naturale delle cose. E non solo, si pretende di sconvolgere la mente di interi popoli, che credono di diventare moderni per il solo fatto di adeguarsi a quelli che i salotti culturali (?) chiamano, appunto, diritti. Così, è diventato diritto delle donne quello di interrompere il corso di una vita nascente già in essere, mettendolo al posto del dovere di custodire con delicatezza quella stessa vita. E’ diventato diritto quello di avere a tutti i costi un figlio, anche quando la struttura biologica di una persona non lo permetterebbe, abbandonando così sia la realtà che il buon senso. Sta diventando diritto, secondo la pazzia del momento, la possibilità di scegliere il proprio sesso, indipendentemente dal proprio assetto fisico ed in questo caso tale diritto sfida non solo la realtà, ma lo stesso Creatore: è la bestemmia più moderna. Che fare di fronte a questa valanga di pseudo-diritti?

Ancora Chesterton ha scritto che «la fede cattolica, che preserva sempre le virtù fuori moda, in questo momento è sola nel difendere l’intelligenza indipendente della persona». C’è, allora, una strada: quella di porre resistenza a questa invasione di sedicenti diritti, ponendosi, credenti e non credenti, alla sequela di quella esperienza bimillenaria che, pur tra molti errori e molti peccati, preserva comunque sempre la verità e la realtà della persona. Il cristianesimo non bara. Non illude la gente e, soprattutto, non la prende in giro. Dice pane al pane e vino al vino. Non scambia i capricci dell’istinto dell’uomo con i diritti civili.

Molti si lamentano dell’epoca attuale, mostrando nostalgia per i “nostri tempi” e si lamentano soprattutto degli aspetti morali della nostra decadenza. Probabilmente sbagliano, perché ha ragione Chesterton: il tracollo è «mentale» prima che morale. E’ dalle idee e dalla testa che nascono tutte le cose buone, ma anche tutte le pazzie che si intromettono nella storia umana. E’ culturale il vero problema e si sbaglia a sottovalutare tale dimensione della vita: e, in questo, rischiano di sbagliare sia i cattolici che i liberali. Personalmente, cerco di sbagliare il meno possibile e, per questo, sabato prossimo 30 gennaio, sarò a Roma al Family Day, per dare il mio piccolo contributo (ma se siamo in tanti il contributo sarà grande) ad evitare al mio Paese un grave «tracollo mentale».


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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