LOMBARDIA, AVANTI COSÌ | 21 Aprile 2016

Impresa e famiglia: la via giusta per la rinascita del centrodestra

Sostegno alle aziende e interventi forti per natalità e famiglia: la strada battuta dal centrodestra in Lombardia è la via maestra per guidare il Paese. La premessa dell'unità politica nella coalizione e l'obiettivo di valorizzare l'iniziativa privata

di LUCA PIACENTINI

Non ci sono solo le imprese. C'è anzitutto il pilastro senza il quale miriadi di aziende italiane non ci sarebbero: la famiglia. E su entrambi i fronti le politiche di Regione Lombardia ancora una volta si dimostrano tra le più innovative del Paese.

 La giunta di centrodestra continua a sostenere in modo efficace gli imprenditori in attività, che non hanno mai perso la fiducia nella possibilità di una ripartenza, nonostante in molti temano che il segno "più" davanti a numeri da prefisso telefonico sull'andamento della nostra economia possa sparire da un momento all'altro, spazzato via da qualche nuova turbolenza finanziaria o crisi internazionale. 

Gli sforzi per velocizzare i pagamenti ai fornitori della pubblica amministrazione sono una testimonianza concreta di questo impegno. A riguardo l'ente regionale continua a detenere il record nazionale: grazie all'oculata gestione del bilancio e ai controlli continui, la Lombardia rimane in testa quanto a velocità nei tempi di pagamento. Come rilevato dallo studio di Lombardia speciale, commentato dall'assessore all'Economia Massimo Garavaglia, rispetto al governo centrale e alle altre regioni, Milano paga con una media di nove giorni di anticipo dalla scadenza rispetto allo 0,6 del resto d'Italia. 

Ci sono le azioni a favore delle aziende esistenti, uniche realtà che generano vera occupazione, e c'è lo stimolo alla diffusione della cultura di impresa. Non è lo Stato che agisce al posto dei privati, ma sono questi ad essere incentivati nel mettersi in proprio. Il bando rivolto a chi intende aprire un negozio in franchising rientra in questa logica. Mette a disposizione quasi mezzo milione euro agli aspiranti imprenditori che vogliono dare vita ad un franchising o attività esistenti che mirano a riconvertirsi in quella direzione all'interno dei Comuni «che hanno manifestato interesse a rivitalizzare i centri storici».

Ma il piatto forte degli ultimi giorni sono bonus famiglia e nidi gratis confermati e migliorati. E in questo il governatore Roberto Maroni ha sottolineato la distanza abissale rispetto alla sinistra. «E' un impegno che abbiamo preso e non è stato facile arrivare fin qua - ha commentato -perché la riduzione delle risorse, avvenuta con i tagli del governo, non è di poco conto. Ci siamo dati come priorità quella del sociale, dell'intervento a favore di chi soffre, delle persone vulnerabili, non solo di chi ha una condizione di povertà assoluta, è questa la differenza con il governo. Noi infatti abbiamo stabilito una soglia di 20mila euro Isee, che sono circa 40mila euro lordi, e identifica una situazione di vulnerabilità, di fragilità anche se non povertà assoluta. Trovo giusto impiegare le nostre risorse bene, in questa direzione».

L'altra misura cui la giunta regionale ha dato il via libera nell'ambito del reddito di autonomia prevede un bonus famiglia da 150 euro mensili fino a un massimo di 1.800 euro per un anno (sei mesi prima e sei mesi dopo la nascita del figlio). Condizioni per il contributo sono la residenza in Lombardia, che per un genitore deve risultare da almeno cinque anni. I "nidi gratis" azzerano poi la retta a partire da maggio 2016. 

Inutile ribadire che, se il centrodestra intende ritrovare la strada per tornare alla guida del Paese, non può che collocarsi in questa prospettiva, che ha la premessa dell'unità tra le forze della coalizione che vent'anni fa impedì alla sinistra di "occupare" il governo, e per decenni, con tutti i pregi e i limiti, ha rappresentato l'unica alternativa allo statalismo. L'obiettivo è chiaro: "fare le cose", prendendo quanto di buono esiste nella società per valorizzarlo al massimo, tenendolo anche a modello di un buon funzionamento delle istituzioni e di una politica non autoreferenziale. È la via giusta: dalle regioni ai comuni fino al governo nazionale. La strada è segnata. Percorrerla fino in fondo è questione di scelte e buona volontà


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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