TERRITORI SOTTO PRESSIONE | 19 Settembre 2016

In Lombardia il record dei migranti

Sui migranti Renzi critica l’Ue. Ma l'esecutivo non sembra avere l'autorevolezza per farsi ascoltare. Intanto il flusso degli arrivi appare inarrestabile. In Lombardia il record dei richiedenti asilo: 20.163. INFOGRAFICI

di LUCA PIACENTINI

Il quadro è preoccupante. Anche il presidente del consiglio Matteo Renzi sembra cambiare registro. Basta accoglienza a tutti costi e aiuti agli Stati africani per regolare le partenze? Per molti sarà incredibile a dirsi, ma sembra questo, a tratti, il senso delle parole utilizzate nelle ultime ore dal premier sul problema immigrazione. È presto per parlare di una svolta. Anche perché l'ex sindaco di Firenze è particolarmente abile sul fronte comunicazione, e spesso ci ha abituato a veder calibrare i messaggi ponendo gli accenti su questo o quell'aspetto degli interventi pubblici in funzione della tattica politica. 

Di sicuro non è prematuro dire che i fatti stanno dando ragione al centrodestra e a chi ha sempre affermato che non è con la politica migratoria delle 'porte spalancate' che si può gestire un fenomeno epocale di queste proporzioni. Ma con un fronte europeo davvero unito e interventi efficaci sul suolo africano. Due condizioni che oggi sembrano mancare.

Intanto il flusso dei migranti continua a crescere. Gli sbarchi aumentano a ritmi vertiginosi. Secondo i numeri del ministero dell'Interno sono stati il 6% in più nei primi nove mesi dell'anno: dagli oltre 130mila del 2015 sono passati ai circa 122mila del 2016. 

Se da un lato è vero che l'Europa non sta facendo nulla di concreto per cambiare le cose, come confermano i trend in crescita, dall'altro non basta puntare il dito contro non l'inefficienza dell'Ue, come sembra fare il presidente del Consiglio. Dov'è finito (il presunto) triumvirato Germania-Francia-Italia presentato come una conquista di Ventotene? Su Palazzo Chigi la bozza del documento finale in tema migranti ha avuto l'effetto di una doccia gelata: neppure un accenno risolutivo al problema dell'Africa, solo la Turchia è finita in primo piano. Da qui lo strappo e le dichiarazioni polemiche del premier.

Che però, non sembra destinato a trovare ascolto. D'altronde per molti l'Italia non è cresciuta in autorevolezza negli ultimi due anni. Nessuna conquista reale sulla flessibilità, nessuna vera svolta nelle riforme e nella politica economica. Crescita zero, debito pubblico altissimo, disoccupazione giovanile in crescita. Come se non bastasse, il crollo dei contratti a tempo indeterminato registrato di recente. E ora le frizioni europee sulle politiche migratorie, che riacutizzano il dolore di una ferita sempre aperta e, proprio perché non lasciano intravedere soluzioni a breve termine, rischiano di ripercuotersi indirettamente anche sui territori, che in qualche modo ‘subiscono’ il fenomeno. 

Stando ai dati di Regione Lombardia commentati da consigliere regionale di maggioranza Carlo Malvezzi (Lombardia popolare), la prima regione d'Italia è anche quella che si sta sobbarcando il maggior numero di richiedenti asilo. Ma la «situazione è insostenibile - sottolinea il consigliere - perché non c'è né la volontà né la capacità di attuare soluzioni concrete, oltre l'approccio ideologico 'buonista'».  

I dati al 9 settembre sono eloquenti. Se il trend nazionale dell'accoglienza tra 2013 e 2016 fa impressione - si passa infatti dei 22.118 di tre anni fa, ai 66.066 del 2014, 103.792 del 2015 per finire con l'impennata ai 155.845 registrati nei primi nove mesi del 2016 - i dati regionali non sono meno sorprendenti. 

Regione Lombardia ospita il 13% dei migranti, 18.812 dei quali nelle strutture temporanee, 1.351 presso gli Sprar. In totale sono 20.163. Al secondo posto la Sicilia, che ospita 14.463 migranti pari al 9%, a seguire il Lazio con 12.521 una quota che è l’8% del totale, alla stregua di Veneto, Piemonte e Campania. La nazionalità: la maggior parte sono nigeriani (25%), poi vengono eritrei (16%) e sudanesi (9%).  «I dati parlano chiaro - riprende Malvezzi - meno del 10% dei richiedenti asilo riceve lo status di rifugiato, il resto, oltre il 90%, sono migranti economici». 

«La verità è che i tempi di identificazione sono troppo lunghi - sottolinea il consigliere - chi non è rifugiato deve essere rimpatriato in modo certo e rapido. Occorrerebbe triplicare le commissioni che valutano le istanze».  

E la Lombardia ha già dato: «E’ innegabile che il nostro territorio sia stato ampiamente sollecitato negli ultimi anni - afferma - L’accoglienza non può essere imposta ma deve essere esercitata in condizioni di libertà. La strada imboccata dal governo italiano - aggiunge il consigliere - dimostra di non funzionare. L’accoglienza non è semplicemente collocare persone in un palazzo e dar loro da mangiare. Così si rischia di generare rifiuto e paura nella popolazione residente, alimentando soluzioni populiste. Mentre la chiave è tentare di entrare nel merito». 
 
«Ci sono realtà dove gli inserimenti vengono concordati con le autorità locali in misura proporzionale al numero di abitanti. Critico l'idea che l'accoglienza debba essere un obbligo, senza tenere conto della realtà. Occorre creare le condizioni economiche e di integrazione affinché l'accoglienza venga esercitata. Diversamente si alimentano tensioni e incomprensioni che alla lunga generano sospetti. Non c'è altra strada: l'accoglienza passa dal pieno coinvolgimento delle comunità locali, anzitutto dei sindaci. E' sbagliato immaginare di 'bypassarli' imponendo loro processi innaturali. La colpa è delle scelte del governo nazionale, che mettono in grande difficoltà anche i prefetti, i quali devono dare attuazione alle politiche dell'esecutivo. E non è certo una soluzione alzare di mezzo punto, portandola al 3%, la quota di persone che possono essere accolte rispetto alla popolazione residente».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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