RIVOLUZIONE DIGITALE | 06 Ottobre 2014

'Internet delle cose' sfida l'Europa

Entro pochi anni 'internet of things' varrà 300 miliardi. La crescita dell'economia digitale è una chance per l'Europa in recessione

di LUCA PIACENTINI

Per i colossi della tecnologia e delle telecomunicazioni, “l’Internet degli oggetti” diventerà il prossimo grande mercato. E, come scrive il Financial Times, le aziende leader sono pronte a combattere per assumerne il controllo. 

Il quotidiano economico finanziario mette a fuoco la previsione di Gartner, società di consulenza strategica leader nell’Information Technology. Sottolinea che entro il 2020 nei paesi avanzati la casa tipica di una famiglia sarà popolata da centinaia di dispositivi ‘intelligenti’ connessi in rete. 

La previsione degli esperti di Goldman Sachs è che tra sei anni i dispositivi saranno 28 miliardi, mentre gli analisti di Gartner valutano in 300 miliardi di dollari il mercato generato dall’internet of things. 

Internet degli oggetti’ descrive le tecnologie in grado di assegnare un ruolo attivo alle cose grazie alla connessione con il web. Messi in rete, gli oggetti forniscono informazioni sul mondo (l’esempio di Wikipedia è quello di scarpe da ginnastica che comunicano dati sulla velocità) o ci aiutano a controllarlo (il Financial Times cita le lavatrici comandate a distanza con gli smartphones). 

Al di là dei problemi di privacy e di sicurezza oggetto di dibattito aperto, il settore è in vertiginosa espansione e, per l’Italia, rappresenta una sfida e un’occasione. E’ una sfida perché, come ricorda l’ultimo rapporto della Commissione Ue sul mercato Tlc 2012-2013, l’Italia procede a ritmi inferiori della media europea nella diffusione della banda larga; dall’altro lato il mercato collegato al web resta una chance in quanto ambito in grado di generare rapidamente nuovi posti di lavoro. 

Il Partito Popolare Europeo vede nell’economia digitale una delle vie principali per uscire dalla crisi. Il gruppo dei moderati lavora affinché gli incentivi siano convogliati nei settori capaci di creare occupazione. Il mercato unico dei servizi migliorerebbe la competitività mentre lo sviluppo di reti a banda larga farebbe da propulsore. Tra gli obiettivi la semplificazione dei servizi da parte delle imprese del continente.

L’economia digitale è una le priorità della Commissione europea. Il neo presidente Jean Claude Juncker ha mostrato di crederci nominando un super commissario al Single Digital Market e uno all’economia digitale.

Il mercato unico digitale, dice Juncker, provocherebbe una crescita aggiuntiva di 250 milioni di euro, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro. Un'occasione che l'Europa nella morsa della recessione non può permettersi il lusso di ignorare. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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