SICUREZZA | 30 Settembre 2014

Italia nel mirino

Il ministro dell'Interno Alfano al lavoro per monitorare il livello di allerta nel nostro paese

di ROSSANO SALINI

L'Italia «è la sede della cristianità». È con queste parole che il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha inquadrato l'entità della minaccia per il nostro paese di fronte al sempre più drammatico problema del reclutamento di miliziani dall'Europa, per dare man forte al progetto del califfato islamico in Iraq e Siria. Da tempo al centro delle attenzioni del terrorismo islamico, l'Italia è stata negli passati risparmiata da attentati di grave entità come quella accaduti negli Stati Uniti e in Inghilterra. Ma le minacce per attacchi ad alto valore simbolico ad alcuni importati luoghi religiosi del nostro paese sono state diverse.

Ora il nuovo attivismo dell'Isis ha riportato alla ribalta il problema, e il ministro Alfano ha parlato di allerta «elevato, anzi elevatissimo, pur in assenza di una minaccia specifica» per l'ipotesi di azioni terroristiche da parte dei jihadisti del cosiddetto Califfato islamico in Iraq, e questo perché il nostro paese «è parte di quella grande comunità occidentale che contrasta il terrorismo», oggi «sotto attacco da parte di un califfo e di un sedicente Stato e di una organizzazione criminale che ha condizioni, soldi e uomini che nessuno ha mai avuto». Secondo Alfano bisogna inoltre «colmare quelle lacune normative del nostro codice che impediscono o rendono difficile punire coloro che vogliono andare a combattere in terra straniera, anche senza essere i reclutatori»; in particolare è necessario «rafforzare la registrazione dei dati dei passeggeri nell’area Schengen per quanto riguarda voli e transiti, per monitorare meglio la situazione ed evitare che qualche europeo vada su quei teatri di guerra a combattere, e che, dopo essersi ulteriormente radicalizzato, torni indietro con la volontà di realizzare quella 'strategia dei mille tagli' che serve a dissanguare il nemico, come sostengono i teorici dell’Isis».

Un problema concretissimo, che è già sotto attento vaglio del ministero dell'Interno, tanto che esiste già un dato ufficiale: risultano essere 48 i cosiddetti ''foreign fighters'' partiti o transitati dall'Italia. Una situazione, garantisce Alfano, tenuta sotto costante controllo e monitoraggio dal Comitato antiterrorismo.

 


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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