GOVERNO | 15 Maggio 2018

L'amore impossibile di Salvini e Di Maio

Troppa distanza fra Salvini e Di Maio. Vacilla l’alleanza giallo-verde. Ma ha ragione il leader della Lega: o nasce un governo utile al Paese o si torni alle urne con una nuova legge elettorale

di ROBERTO BETTINELLI

Ha ragione Salvini: non si deve necessariamente fare un governo con i 5 Stelle. Certo, se la missione andasse in porto tutti i protagonisti della scena politica sarebbero più sollevati. A partire dal capo dello Stato Mattarella che ha tutte le intenzioni di non sciogliere le camere e indire nuove elezioni. L’ha detto in ogni modo. E l’ha dimostrato nei fatti concedendo altro tempo a Salvini e Di Maio per definire l’accordo sulle cose da fare e trovare la quadra sulla scelta del premier. Ma allontanare le urne rende più sereni anche Silvio Berlusconi e Matteo Renzi che, nell’immediato, affronterebbero la campagna elettorale in una condizione di marginalità rispetto ai leader dei partiti maggiori. La finestra elettorale di luglio ormai è chiusa e di un eventuale ricorso alle urne se ne riparlerà, semmai, dopo l’estate.

Ma il piano inclinato della trattativa giallo-verde è tutto tranne che ineluttabile: su Europa, immigrati e infrastrutture la distanza fra Lega e 5 Stelle sta emergendo con sempre maggiore nettezza. Salvini pretende più ‘convinzione’ in particolare nella relazione con la Commissione europea ma Di Maio non ci sente. Da qui i continui ostacoli che rallentano il negoziato con il rischio di bloccare tutto. L’ipotesi di affidare la presidenza del consiglio all’economista Sapelli o al giurista Conte sembra essere sfumata. Inoltre non è ancora chiaro se ci sarà un coinvolgimento diretto dei due leader nella squadra dell’esecutivo. Il che complica molto le cose dal momento che nessuno, davanti all'opinione pubblica, deve risultare subordinato all’altro. Trovare gli equilibri corretti non è per nulla facile. La destra della Lega e la sinistra dei 5 Stelle esprimono posizioni largamente inconciliabili. I segnali fanno capire come la convivenza, anche qualora possa inoltrarsi nell'esperienza di Palazzo Chigi, non possa che essere instabile. 

La missione è oggettivamente ardua come sta facendo comprendere Salvini, molto più dell’alleato-rivale, non perdendo occasione per ribadire l’alternativa fra un governo utile al Paese oppure il ritorno alle urne. Ma in tal caso servirebbe almeno una nuova elegge elettorale. Il Rosatellum deve essere modificato. Doppio turno o premio di maggioranza alla lista vincente: la cosa fondamentale è che alla fine della competizione gli italiani possano ottenere un risultato inequivocabile. Chi vince governa e chi perde sta all’opposizione.

La stabilità istituzionale deve rappresentare la priorità anche per la suprema corte che finora ha sempre tacciato come incostituzionale il premio di maggioranza. O perchè era eccessivo o perché non calcolato su base regionale nel caso del senato della repubblica. Le elezioni del 4 marzo e la situazione di stallo conseguente hanno obbligato la politica a correggere le proprie categorie: un esecutivo a guida Lega e 5 Stelle sarebbe stato impensabile come il passo di lato di Berlusconi, la simultanea tenuta dell’unità del centrodestra e il naufragio del governo neutrale di Sergio Mattarella. E’ ora che la Corte costituzionale faccia altrettanto e consenta il varo di una legge elettorale che assicuri la nazione contro il caos e l'anarchia.

Ma Salvini non sbaglia nel trarre conlusioni irrevocabili: se il governo fare le cose che servono, che nasca e che abbia un seguito l’alleanza giallo-verde. Altrimenti basta perdere altro tempo. Nuove regole e poi il voto.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.