SCENARIO DA BRIVIDO | 18 Novembre 2015

L’analisi di Introvigne: «L’Isis colpisce per reclutare»

Europa sotto attacco. La minaccia dopo Parigi. Introvigne: «L'Isis colpisce per reclutare». Il sociologo analizza la propaganda del Califfato nero, che ha «studiato la strage di Bologna del 1980»

di LUCA PIACENTINI

Non basta il sangue. Non bastano il terrore o le stragi di Parigi. L'Isis non si fermerà. Secondo il sociologo torinese Massimo Introvigne, infatti, lo Stato islamico «colpisce per reclutare». E per questo, sottolinea l'esperto in un incontro su i fondamentalismi che si è tenuto a Torino e promosso dalle Alleanza cattolica, andrà avanti. L'obiettivo è creare un «Califfato in Oriente e in Africa. Per questo ha bisogno di volontari - spiega il sociologo - che costituiscono il nerbo del suo esercito». 

La provenienza dei ‘foreign fighters’, i combattenti reclutati soprattutto nelle zone d'Europa e nelle capitali europee è da tempo oggetto di studio da parte degli analisti, che da anni tentano di monitorarne i flussi. Secondo l'International center for study and radicalisation (Icsr) la Francia è il paese da cui proviene un terzo di tutti gli jihadisti 'europei', circa 1200, insieme a Regni Unito, Germania e Belgio. Il dato che impressiona è legato a quest'ultimo paese, che ha il maggior numero di foreign fighters in relazione alla popolazione, il dato è di 40 per milione di abitanti. Una conferma di queste stime sembra venire dalle indagini sugli attentati di Parigi, che come per attacchi precedenti hanno condotto gli investigatori a Bruxelles. 

Ebbene, il reclutamento è un aspetto chiave del Califfato nero, che Introvigne analizza prendendo in considerazione lo spot pubblicitario con cui affascina giovani estremisti e altri due obiettivi dell'Isis: la «delocalizzazione» che punterebbe a trasferire le attività in Africa e in Europa e il «caos» da generare nei «paesi identificati come a rischio per l'incapacità della polizia di controllare periferie e balie, dove non osa neppure avventurarsi e dove ci sono tanti musulmani». 

Introvigne riporta i contenuti di alcuni opuscoli dell'Isis. Il primo è «Gang musulmane» e sottolinea che «il caos costringerà la polizia a occuparsi d’altro e a non ostacolare il reclutamento dell’Isis. E in una società in preda al caos il reclutamento diventerà anche più facile»; il secondo testo, anch’esso pubblicato nel 2015, si intitola «Bandiere nere su Roma» e, spiega il sociologo, «fissa un obiettivo ambizioso, 'non solo l'attacco terroristico - quella è solo una prima fase - ma la conquista» della capitale. Il testo rileva che «una volta conquistata la Libia e magari anche la Tunisia, lanciare missili sull’Italia diventerà concretamente possibile». Introvigne conclude l'analisi mettendo a fuoco due elementi: l'attacco a Roma che potrebbe andare dal 2015 e 2020, e il significato di Bologna, considerata «porta simbolica» verso la capitale. Attenzione, mette in guardia il sociologo, a non sottovalutare i contenuti del Califfato: «L’Isis legge poco? Al contrario, legge anche il politologo italiano Gianfranco Pasquino, di cui cita la frase: se vuoi creare il caos in Italia lo fai passando da Bologna». L’Isis non ha dimenticato, «anzi ha studiato, la strage di Bologna del 1980 e il suo impatto sull’Italia - sottolinea Introvigne - e attira l’attenzione sulla città emiliana, "le sue strade e le sue ferrovie", come obiettivi».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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