PENSIERO UNICO | 03 Giugno 2015

L'autolesionismo dell'occidente

Pur di combattere la civiltà prodotta dal cristianesimo, il pensiero unico si mostra molto più indulgente verso i musulmani che verso la nostra religione. Ignorando quale minaccia per la libertà sia sottesa alla diffusione dell'Islam

di GIUSEPPE ZOLA

Essendo frutto di una “ideologia” interessata e non di un'analisi concreta e vera della realtà, il “pensiero unico” è portato inesorabilmente a soggiacere a varie e pericolose contraddizioni, che ne dimostrano la falsità, come è falso ogni ragionamento basato su di un relativismo che nega le evidenze circa ciò che esiste. Oggi vorrei sottolinearne una, che mi sembra particolarmente eclatante.

In teoria, quello che chiamiamo pensiero unico (e che tende a diventare pensiero totalitario e collettivo) è sorto come anelito ad una maggiore libertà, su tutti fronti: a partire da quello più personale (dove si stanno affermando le posizioni più insensate) a quello politico e sociale. Con queste premesse, ci si aspetterebbe che esso preferisca ogni impostazione ove ci sia maggiore libertà. Ci si aspetterebbe, ad esempio, che esso contrastasse di più le posizioni islamiche rispetto a quelle giudaico-cristiane, visto che in nessun Paese islamico, neppure in quelli più “moderati”, esiste la stessa libertà di cui godiamo (almeno finora) in occidente. Invece no: dobbiamo constatare, con una certa sorpresa e incredulità, che il pensiero unico, pur di combattere la civiltà prodotta dal cristianesimo (e dall’illuminismo), appena può è disposto a tutelare posizioni antilibertarie dell’Islam, piuttosto che le libertà fondamentali di opinione e di pensiero che si sono affermate da noi.

Così, vediamo che il “pensiero unico” sostiene l’idea che si debbano togliere i crocefissi da scuole ed ospedali ed i presepi da asili e negozi, appena un qualche islamico afferma di sentirsi offeso da quelle manifestazioni di pensiero e di fede, che non fanno male a nessuno. Così, vediamo proliferare la costruzione di moschee in tutta Europa, mentre vengono chiuse centinaia di chiese cristiane in occidente ed in nessun Paese islamico è possibile costruire templi dedicati a Cristo. Non solo: quello che chiamiamo pensiero unico rimane assolutamente in silenzio di fronte alle persecuzioni operate dall’ISIS nei confronti dei cristiani, delle loro persone, delle loro chiese, delle loro case, dei loro averi.

Questo silenzio, poi, grida vendetta quando è messo in atto dal pensiero unico delle “femministe”, che nulla dicono circa gli stupri operati da islamici nei confronti di migliaia di donne, poi vendute come schiave, mentre le più belle vengono riservate ai capi del califfato, come ha denunciato recentemente il solito bravissimo Giulio Meotti sulla pagine del Foglio. Tali stanche femministe si fanno vive (sempre più raramente) per difendere le donne occidentali rispetto a problemi spesso risibili, mentre tacciono scandalosamente rispetto a veri e propri crimini contro l’umanità.

Insomma, il pensiero unico appare molto molto indulgente verso l’Islam, mentre nulla perdona all’occidente, che, tra l’altro, sta venendo invaso dai musulmani e dalla loro cultura.

Ho espresso, prima, sorpresa e incredulità per quanto sta accadendo. E lo confermo. Infatti, il pensiero unico, accecato dall’odio verso la propria storia, non si accorge che se si dovesse affermare anche da noi il sistema islamico, le prime sue vittime sarebbero proprio i portatori di un pensiero relativista e areligioso. Oggi costoro sono liberi di dire le loro fesserie, perché il clima di libertà creato dalla nostra civiltà lo permette (a volte troppo acriticamente): ma sanno che un domani un potere pubblico islamico li metterebbe brutalmente a tacere? Per questo ho parlato di contraddizioni.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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