SCUOLA | 23 Febbraio 2015

«L'educazione sessuale spetta alla famiglia»

Ventitré realtà impegnate nel campo dell'educazione scrivono al presidente della Repubblica, al premier Renzi e al ministro dell'Istruzione

di REDAZIONE

Mentre Matteo Renzi annuncia (per l'ennesima volta) che la scuola sarà la base su cui cambiare volto all'Italia, e mentre ancora si aspetta di capire di preciso con quali modalità questo grande cambiamento verrà attuato, ventitré associazioni impegnate nel campo dell'educazione prendono carta e penna e scrivono al premier, al ministro dell'Istruzione e anche al presidente della Repubblica. Obiettivo della lettera è intervenire su un principio importante, che riguarda proprio la scuola: l'educazione sessuale spetta alla famiglia e non può essere delegata a sedicenti esperti scelti chissà come.

«Riteniamo che l’educazione sessuale non debba essere affidata ad “esperti”», dicono i sottoscrittori del documento. «La famiglia è esperta in umanità più di qualsiasi esperto, anche perché la vita non è un talk show, ma è una cosa seria. Semmai, aiutiamo la famiglia a svolgere questo compito, senza sottrarlo alla stessa. In tal modo, daremmo finalmente applicazione ad un sano principio di sussidiarietà, che non può non essere un obiettivo di chi abbia a cuore una società libera, secondo i dettati costituzionali».

Quattro i criteri enunciati nel documento, in base ai quali è opportuno che l'educazione sessuale sia affidata alla famiglia e non assegnata alla scuola: rispetto dell'intimità, il rispetto del pudore, il rispetto della privacy e il rispetto del diritto alla libertà di educazione della famiglia. Il tutto è focalizzato sulla centralità del rapporto tra genitori e figli: «I genitori conoscono i tempi e l’opportunità con cui affrontare certe tematiche e, avendo visto crescere giorno per giorno la giovane persona che hanno di fronte, sanno anche quali parole usare, nel rispetto, appunto, della intimità e della crescita di ognuno. Nella scuola, questo rispetto non sarebbe comunque possibile, neppure con le migliori intenzioni, perché quando si parla a venti o trenta persone, non tutte allo stesso grado di maturazione, è inevitabile produrre traumi a chi, per i motivi più svariati, non è ancora pronto a recepire certe nozioni». E proprio pensando all'importanza fondamentale del ruolo dei genitori, il documento arriva a formulare delle proposte precise: «riteniamo che si dovrebbe pensare, semmai, a corsi di sostegno alla famiglia; i genitori dovrebbero essere comunque coinvolti in ogni attività volta all’educazione affettiva (potenziando gli strumenti di partecipazione esistenti e concependone altri) a partire dalla fase preparatoria di eventuali interventi attuati nella scuola; i genitori dovrebbero comunque poter partecipare ad iniziative eventualmente intraprese; i genitori devono in ogni caso avere il diritto di non far partecipare i propri figli ad iniziative in tema di educazione sessuale che essi non ritengano coerenti con la propria impostazione di vita».

La conseguenza di un percorso educativo totalmente incentrato sulla scuola e sulle decisioni prese dallo Stato in questo ambito sarebbe allarmante: «se la famiglia venisse esclusa dalla partecipazione a questo ambito educativo, si cadrebbe inevitabilmente nella condizione propria dello Stato Etico di infelicissima memoria».

Ecco perché, come i sottoscrittori del documento sottolineano in più punti, la posizione da loro espressa è interamente incentrata sul concetto di libertà, contro le eccessive intrusioni dello Stato. Si troveranno forze politiche in grado di farsi portavoce di questa istanza?

 

Ecco l'elenco dei sottoscrittori del documento:

Comitato Famiglia Educazione Libertà, Giuseppe Zola; AGAPO, Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali, Michael Galster; AGE, Associazione Italiana Genitori, Fabrizio Azzolini; ADVM, Associazione Difendere la Vita con Maria, Maurizio Gagliardini; Alleanza Cattolica, Laura Boccenti; AMCI, Associazione Medici Cattolici, Massimo Gandolfini; Associazione Amici CAV Mangiagalli di Milano, Gherardo Fiume; Associazione FAES, FAmiglia E Scuola, Giovanni De Marchi; Associazione Famiglie Numerose Cattoliche, Vittorio Lodolo D’Oria; Associazione Nonni 2.0, Pierluigi Ramorino; Associazione Obiettivo Chaire, Guido Testa; Associazione Pro Vita Onlus, Alessandro Fiore; Associazione Scienza & Vita, Brescia, Massimo Gandolfini; Associazione Vita è, Massimo Gandolfini; Fondazione Novae Terrae, Luca Volontè; Guai a chi tocca i bambini, comunità web, Alberto Cerutti; Manif Pour Tous Italia, Circolo di Milano, Silvia Avanza; Manif Pour Tous Italia, Jacopo Coghe; MEVD-Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana, Alberto Zelger; Movimento per la Vita ambrosiano, Luca Tanduo


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