SCENARI | 29 Settembre 2014

L'ennesima tentazione

Della Valle e la politica: lo spettro dei fallimenti di Montezemolo e Passera

di ROSSANO SALINI

A quanto pare il demone della politica, sia pure in un paese sempre più antipolitico come il nostro, si aggira come leone ruggente tra le fila dell'alta imprenditoria italiana, desideroso di trovare sempre nuove anime da tentare con le proprie irresistibili lusinghe. 

E proprio dalle colonne del Corrierone la notizia è stata in questi giorni data con titolo quanto mai significativo: «Della Valle deluso dal governo. La tentazione di entrare in politica».Ora è il turno di Diego Della Valle, patron di Tod's e presente in molti tavoli dei cosiddetti poteri forti italiani, primo fra tutti quello degli azionisti di Rcs, editore del Corriere della Sera.

Un sentimento negativo nei confronti delle circostanze presenti, e una tentazione che si esprime in pensieri, analisi, progetti, rimanendo sul limitare di una decisione che però fatica a concretizzarsi. Come può ben vedere chiunque abbia contezza della recente storia politica italiana, la sceneggiatura – come sottolineato anche dall'articolista del Corriere – è la stessa già vista nei casi Montezemolo e Passera. Uomini che dalla vette del mondo economico-finanziario, la spuma della cosiddetta società civile, si affacciano titubanti al mondo della politica, come riottosi a un richiamo che arriva dal di fuori, un indistinto invito che li spinge a dare un contributo, naturalmente salvifico, al nostro malandato scenario politico.

Montezemolo e Passera hanno fallito. Il primo è rimasto sostanzialmente sempre a bordo campo, facendo infine da semplice spalla al già tramontato progetto politico di Mario Monti. Il secondo continua a ipotizzare la nascita di un partito, in cui però quasi nessuno crede. E soprattutto entrambi sono rimasti vittime dei loro tentennamenti, della mancanza di una decisione chiara e semplice su cosa fare, come e quando. Non si può certo prevedere il futuro, ma pur nella diversità dei toni (Della Valle vuole apparire più spiccio nei modi, cerca la comunicazione ad effetto, la battuta tagliente, dando ad esempio della «sola» nientemeno che a Renzi e Marchionne) la ''tentazione'' Della Valle appare molto simile a quella dei due precedenti.

 
“We will present evidence that Apple took action to block its competitors and in the process harmed competition and harmed consumers,”

E ugualmente molto diversa dall'esperienza di un altro imprenditore entrato in politica, cioè quel Silvio Berlusconi di cui nessuno vorrebbe più parlare, tanto meno i giornali. Con tutti i difetti, gli errori, le degenerazioni cui abbiamo assistito, risulta però evidente che la proposta che Berlusconi fece nel 1994 era incredibilmente più incisiva e promettente di quella dei vari Montezemolo e Della Valle, che ad ogni buon contro restano epigoni di quell'esperienza, quella cioè dell'imprenditore che entra in politica. Il progetto di Berlusconi non nasceva da un sentimento negativo (delusione per la politica, per il governo, per i tempi corrotti), ma da un'idea, da un sogno, colmava effettivamente un vuoto, e cioè quello della speranza in un'Italia più libera, con più imprese, con più soldi anche, e con meno burocrazia, meno tasse, meno presenza di uno Stato percepito come lontano, cattivo e arraffone. Captava e forniva una risposta a una domanda che c'era, ed era forte. L'inesistenza di un vero partito (e di una vera politica) liberale in Italia aveva fatto crescere a dismisura quella domanda. Il fatto che poi Berlusconi, di fatto, a quella domanda non sia stato capace di dare una risposta vera, concretizzata nei fatti e nelle decisioni politiche, non toglie nulla alla forza e all'incisività dell'incipit.

Nelle esperienze di Montezemolo, Passera e ora Della Valle non c'è nulla di tutto questo. C'è un progetto che nasce dall'alto, che non intercetta nulla se non le sempre più confuse aspirazioni del mondo dell'economia e della finanza italiane.

Inutile cercare di prevedere il futuro, si diceva; ma se la storia insegna qualcosa, sembra proprio di poter dire che anche quest'ultima tentazione abbia già la strada segnata.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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