PENSIERO UNICO | 19 Luglio 2017

L'errore di fondo della rottamazione

Al di là di tutti gli errori che i predecessori di Renzi hanno fatto, la parola stessa «rottamazione» evoca un modo rivoluzionario di rompere i rapporti col passato che ha generato tanti errori nella storia

di GIUSEPPE ZOLA

Alcuni (sempre più numerosi, a dire il vero) stanno dicendo e anche scrivendo che a Renzi occorrerebbe un buon psicanalista. Non so se ciò sia vero, non avendo le competenze tecniche necessarie per un tale sbrigativo giudizio. Però, a pensarci bene, potrebbe anche essere e ciò potrebbe essere dedotto dal modo un po’ violento con cui l’ex premier si affacciò alla vita politica nazionale. Infatti, iniziò questo cammino brandendo la parola “rottamazione”, con la quale poi, in effetti, conquistò il potere, con grande abilità mediatica.

Voglio dire che la parola rottamazione è una parola sbagliata, soprattutto se riferita ad una attività umana. E’ sbagliata, perché essa vuole cancellare una storia e la storia non può essere annullata. In questo senso, Renzi si è fatto paladino di una tendenza molto chiara nel pensiero unico, che è quella di rompere ogni rapporto con il passato, vissuto come un peso insopportabile e, quindi, odiato.

In fondo, Renzi si è comportato come un sessantottino, facendo fuori la figura dei padri e dei nonni, come se questi fossero nemici e non coloro che hanno permesso alla sua generazione di essere oggi presente nel mondo non solo politico. Il “giovalinismo”, da questo punto di vista, non è segno di novità, ma segno di inimicizia acritica verso la realtà della storia. Con questo, naturalmente, non voglio difendere i predecessori di Renzi (Dio me ne guardi e liberi), ma voglio porre una questione di metodo, che vale non solo per la nostra storia “civile”, ma anche per la nostra storia di cristiani. Dentro la Chiesa, io ho visto vere e durature novità solo quando qualche grande maestro mi ha spiegato il senso ed il significato di quanto accaduto nella sua storia gloriosa, partendo dalla quale ho visto fiorire autentiche novità, rispettose della storia.

La rottamazione in sé è sbagliata ed, infatti, abbiamo visto Renzi sprofondare nei suoi sbagli, perché la sua azione non ha avuto radici. Capisco, in questo senso, coloro che chiedono l’intervento dello psicanalista, visto che il soggetto continua imperterrito a compire gli stessi sbagli, dovuti soprattutto alla stessa arroganza rottamatoria dell’inizio.

Tutte le “rivoluzioni” hanno commesso lo stesso errore, proprio perché hanno voluto cancellare aprioristicamente la tradizione. Quella francese, in nome della libertà ha inventato la ghigliottina; quella comunista, in nome della giustizia ha massacrato milioni di persone; quella nazista e fascista, in nome della nazione ha portato alla rovina intere nazioni e interi popoli; quella di Pol Pot, in nome di un rinnovamento totale ha ucciso un terzo di un intero Paese; quella di Mao ha tolto ogni libertà.

Stiamo attenti, dunque, a tutti coloro che, cancellando la “memoria del passato”, vogliono costruire società senza radici. E’ quello che sta facendo, in vari modi, il “pensiero unico”.

Buone “libere” vacanze a tutti.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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