TROPPE TASSE | 03 Agosto 2015

L’imprenditore: «Tagliare il costo del lavoro»

«Con un taglio al costo del lavoro, i dipendenti italiani guadagnerebbero di più e alimenterebbero la domanda interna». Intervista al fondatore della Setec, azienda torinese leader nell’automazione: «Ridurre la pressione fiscale sulle aziende»

di LUCA PIACENTINI

È partito da zero. L'idea giusta e la tenacia di andare fino in fondo. Così ha messo in piedi l'azienda, di cui ha seguito in prima persona la costruzione. Oggi la Setec Group, spiega il fondatore e presidente Gino Seminatore, nella meccatronica ha pochi rivali. «E nonostante gli istituti di credito disposti a finanziarci nuovi progetti non manchino - sottolinea l’imprenditore - andiamo avanti con le nostre forze, senza ricorrere al denaro delle banche».

Cinque le sedi. Oltre alla casa madre di Torino, nel cuore pulsante dell'industria italiana, la Setec conta filiali a Milano, Bologna, Padova e Firenze, tutte connesse in tempo reale con una rete intranet a banda ultra larga. «Per realizzarla ci siamo dovuti rivolgere a un'azienda estera - chiarisce Seminatore - che ci ha fornito il ponte radio. Purtroppo in Italia non abbiamo trovato soluzioni competitive». Quello infrastrutturale è certamente uno dei problemi che oggi incontra chi fa impresa nel nostro paese. Ma in cima alla lista delle priorità che la politica dovrebbe affrontare, sottolinea, ci sono anche tassazione e costo del lavoro.

«Le aziende andrebbero tassate meno - dice - sia che operino investimenti, sia che lascino il denaro nell'impresa, che è comunque una forma di investimento in quanto significa più sicurezza per l'attività, maggiore patrimonializzazione e minore ricorso alle banche».

Da imprenditore come valuta l'azione del governo?
«Ritengo che il taglio dell'Irap vada nella direzione giusta. Si tratta di una detassazione di un certo valore. Un fatto certamente positivo, purché non vi siano retromarce».

Qual è la situazione del mercato del lavoro?
«In Italia il costo del lavoro è tra i nodi principali da sciogliere. Rispetto a Francia e Germania è troppo alto. Se un dipendente tedesco guadagna più dell’omologo italiano non è merito dell’impresa che lo paga meglio, ma della tassazione sul lavoratore che è mediamente più bassa del 20%. Se portassimo la pressione fiscale al livello tedesco, il lavoratore avrebbe più soldi in tasca, un fatto essenziale che rialimenterebbe i mercati». 

Qual è la vostra eccellenza?
«Siamo forti nel “motion control”, in asse semplice o plurimo, fino al robot cartesiano. Stiamo progettando modelli più potenti, che in Europa avrebbero pochi eguali. Sono prodotti dotati di elettroassi con 35/40mila chilogrammi di spinta. L'altro nostro punto di forza è rappresentato dall'ampiezza della gamma. Possiamo risolvere uno spettro molto diversificato di problemi legati al movimento lineare. Nella nostra politica aziendale inoltre sono molto importanti il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Per questo abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico del quale siamo molto fieri».

Oggi si parla tanto di disoccupazione. Nonostante vogliate assumere, però, non trovate personale adatto. Sembra paradossale.
«Siamo un’azienda leader nel settore. Spesso cerchiamo persone in parte già professionalizzate. Abbiamo anche una sala di formazione interna. Il problema è che quando istruiamo qualche tecnico commerciale, ce lo rubano. La domanda di prodotti c’è. Dal punto di vista fisico, produttivo e finanziario la nostra azienda sarebbe idonea a raddoppiare il fatturato. Ma troviamo difficoltà a reperire tecnici venditori: possono essere periti o ingegneri, purché siano veri e propri esperti che conoscono nel dettaglio prodotti dal contenuto altamente tecnologico e che li sappiano vendere. Devono avere accumulato sufficiente esperienza nel settore».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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