TROPPO TARDI | 24 Luglio 2017

Charlie, condannato a morire dalla scienza

Charlie, negato anche il viaggio della speranza. Il piccolo ucciso dai veti della scienza contemporanea ai quali nemmeno le fonti più importanti del diritto riescono a porre rimedio

di ROBERTO BETTINELLI

Chris Gard e Connie Yates, i genitori del piccolo Charlie, sono stati costretti ad arrendersi. Non chiederanno il trasferimento negli Stati Uniti. Non c’è più tempo. L’encefalopatia che si è aggiunta alla rarissima malattia di cui soffre Charlie, la sindrome da depilazione del Dna mitocondriale che finora ha fatto registrare solamente 16 casi in tutto il mondo, ha prodotto danni irreparabili. Il bambino, che ha solo 10 mesi, non respira più autonomamente. E’ attaccato 24 ore su 24 ad una macchina senza la quale non potrebbe vivere. Il quadro clinico, per gli esperti, ormai è diventato così grave che ai genitori di Charlie non resta che rassegnarsi. Insistere significherebbe accanirsi. Niente viaggio negli Stati Uniti. Niente cura sperimentale. Niente di niente. Solo la cruda, cinica, irrazionale verità della morte di un bambino vittima di un destino ingiusto e al quale, incomprensibilmente, è stata negata l’ultima chance di sopravvivenza.

Ma che razza di scienza è quella che obbliga due persone a vivere un’esperienza così disumana? Ma come si fa a sacrificare la vita di un bimbo di dieci mesi senza concedergli un’opportunità di salvezza?

Il figlio di Chris e Connie morirà a Londra, presso il Great Ormond Street Hospital, noto come ‘l’ospedale di Peter Pan’. E’ a questa struttura, infatti, che lo scrittore scozzese James Barrie Matthew, destinò i diritti di autore della sua celebre favola. Ed è qui che, per uno brutale scherzo del destino, il povero e innocente Charlie terminerà la sua breve vita, ucciso dai veti assurdi della scienza contemporanea ai quali nemmeno le fonti più importanti e autorevoli del diritto sono riuscite a porre rimedio.

Sul caso di Charlie si è pronunciata l’alta corte inglese che ha dato ragione all’equipe dell’ospedale londinese, contraria al trasferimento negli Usa. Il tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo, interpellato dai genitori, ha ratificato quanto deciso dalla magistratura britannica. A nulla sono valsi gli appelli di papa Francesco e del presidente Usa Donald Trump. Nè è servita la generosità degli 80mila donatori che hanno finanziato oltre un milione e mezzo di sterline per pagare le spese del viaggio e delle cure in America.

Dal 10 al 50%. Erano queste le percentuali di miglioramento che i medici oltre oceano davano a Charlie qualora si fosse sottoposto con tempismo alla cura sperimentale. Previsioni realizzabili o vane speranze? Non lo sapremo mai. Ciò che sappiamo è che un bimbo, un padre e una madre sono stati segnati per sempre dall’imperdonabile incuria di una scienza che sembra aver smarrito la sua missione. E che, nel timore di incorrere nel reato di accanimento terapeutico, rinuncia a lottare perché alla vita umana sia attribuito il valore più alto e intoccabile.

 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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