GLI SPRECHI DEL PREMIER | 16 Febbraio 2016

L'Italia a terra, ma Renzi si compra l’Airbus

In un anno di cura Renzi l’Italia ottiene più tasse, più deficit, più debito mentre calano i consumi a testimonianza delle difficoltà di famiglie e imprese. Intanto il premier rottamatore butta soldi per un nuovo e inutile aereo di rappresentanza

di ROBERTO BETTINELLI

Matteo Renzi, con le sue folgoranti scorribande sui media, ha insegnato che la comunicazione in politica è tutto. O quasi. 

Ma quando la comunicazione prende il sopravvento al punto da negare platealmente la ‘storia’ dell’uomo politico mettendone a nudo l’incoerenza o peggio la mala fede, allora anche il messaggio più studiato e apparentemente più efficace non riesce a ‘bucare’. Non riesce, cioè, a frenare l’irrimediabile caduta del consenso. 

E’ ciò che sta avvenendo al premier che ha deciso di investire una somma enorme nel nuovo aereo di rappresentanza fornito da Etihab, un Airbus 340. Il giovane politico che doveva ‘rottamare’ l’Italia degli sprechi ha visto bene, una volta giunto al potere, di liquidare la flotta di Palazzo Chigi formata dai cinque Falcom e dai tre Airbus 319 che possono trasportare da 36 a 50 passeggeri. 

L’Air Force Renzi è un colosso dell’aria nato per le rotte transpacifiche lungo 63 metri, ha un’apertura alare di 60, è alto 17 metri, può volare dai 16mila ai 18mila chilometri, può ospitare nel lusso fino a 300 passeggeri, ha quattro motori Rolls-Royce Trent 500, fra i più dispendiosi al mondo, tanto che ogni ora di funzionamento vale 25mila euro. 

E’ davvero complicato immaginare una spesa più inutile soprattutto se si considera il passato da ‘rottamatore’ e il timing della decisione. Il governatore della Bce Draghi ha sollevato pesanti dubbi sulla situazione economica internazionale facendo intendere che la ripresa è tutt’altro che vicina come testimonia l’ennesimo calo dei beni di consumo. Una congiuntura che non aiuta certo il Paese ad uscire dal guado. Tanto più che la politica economica del governo Renzi non sta dando i frutti sperati come dimostrano i dati su debito pubblico, deficit e tasse. 

L’attuale esecutivo è in carica dal febbraio 2014 ed è responsabile di una clamorosa esplosione dell’indebitamento che è aumentato di quasi 34 miliardi di euro fino ad attestarsi sulla cifra di 2.169,9 miliardi.

Ma se si analizzano le fonti di spesa, spiegano i tecnici di via Nazionale, è lo stato centrale a farla da padrone, cioè Renzi, mentre la periferia, in particolare i Comuni, ha saputo risparmiare. «Il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 40,5 miliardi, a 2.077,5, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 6,6 miliardi, a 92,3; il debito degli Enti di previdenza si è ridotto di 0,1 miliardi» si legge nell’analisi di Bankitalia. 

Altro punto dolente per Renzi è quello delle entrate ossia delle tasse. Renzi ha sempre dichiarato di averle abbattute come mai era stato fatto in precedenza. Peccato però che i numeri dicano esattamente il contrario: nel dicembre 2015 le entrate tributarie sono state pari a 433.483 milione di euro facendo registrare un 6,4% in più rispetto a fine 2014. Il vero picco si è manifestato a dicembre quando nelle casse dello Stato sono affluiti 80.144 milioni di euro contro i 68.525 milioni dell’anno precedente. 

Il nuovo aereo di rappresentanza di Renzi è valutato 175 milioni di euro. Il governo italiano ha sottoscritto un leasing che, sul marcato, vale dai 20 ai 50 milioni all’anno. Il contratto è stato prontamente ‘secretato’. La formula dell’affitto, infatti, consente di evitare le procedura di acquisto e l’obbligo di trasparenza. 

Allo stato attuale nessuno sa con certezza quanto costerà per i contribuenti l’Air Force voluto dal segretario del Pd. 

In un anno di cura Renzi gli italiani hanno rimediato più tasse, più debito, più deficit e meno consumi a testimonianza della difficoltà che attraversano famiglie e imprese. Eppure l’ex rottamatore che siede sullo scranno del presidente del Consiglio pur non essendo mai stato eletto non si fa alcuno scrupolo a buttare il denaro pubblico per un nuovo aereo di rappresentanza. 

E’ proprio il caso di dirlo: mentre Renzi fa sfoggio di tutta la sua puerile e immotivata grandeur il Paese resta a terra.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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