PENSIERO UNICO | 16 Marzo 2016

L'«Italia nuova» e l'educazione di Stato

Gli studenti di un istituto tecnico di Montevarchi in occasione della Festa della donna sono stati portati ad assistere alla cerimonia di iscrizione della prima coppia omosessuale nel registro delle unioni civili

di GIUSEPPE ZOLA

Qualcuno, al momento dell’approvazione della riforma della scuola (che nessuno osa più chiamare “buona scuola”), aveva affermato che la cultura “gender” non avrebbe potuto penetrare nelle nostre aule. La ministra dell’istruzione era addirittura arrivata a minacciare querele contro chi osava dire il contrario. Forse è giunto il momento di querelare lei. Ci sono moti esempi in proposito, ma vorrei soffermarmi su un recente episodio avvenuto in occasione della festa della donna.

A Montevarchi, in provincia di Arezzo, alcune classi di un locale istituto tecnico «sono state portate in orario scolastico alla cerimonia di iscrizione della prima coppia omosessuale nel registro comunale delle unioni civili. Di fronte alla platea di studenti e convenuti all’auditorium comunale il vice sindaco, con tanto di fascia tricolore, ha dato lettura davanti alla coppia di uomini dell’articolo 3 della Costituzione e dell’articolo 1 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Questo è il fatto descritto su di un periodico locale, il quale aggiunge che «la firma è stata preceduta dalla proiezione di ‘Lei disse sì’, un film documentario sulla storia di due donne italiane alle prese con l’organizzazione del loro matrimonio in Svezia».

La scuola di cui parliamo aveva aderito, con alcune classi, ad una iniziativa promossa dal Comune di Montevarchi e dal comitato locale “8 marzo”, con il patrocinio della Provincia. Ma cosa c’entra tutto questo con la festa internazionale della donna? Come è possibile strumentalizzare tale festa in modo così sfacciatamente propagandistico e ideologico?

La “cerimonia” a cui gli studenti sono stati costretti ad assistere, inoltre, era totalmente falsa e farsesca e non poteva esser celebrata da un vice sindaco con la fascia tricolore, visto che in Italia, finora, non esiste il matrimonio tra persone omosessuali, come non esistono ancora le unioni civili, che devono ancora passare al vaglio della Camera dei deputati.

Ma la cosa più grave è che i genitori degli studenti non erano stati avvisati come di dovere circa l’iniziativa “didattica” a cui sarebbero stati portati i propri figli: si era parlato di un'uscita generica e si era detto che si portava i ragazzi a vedere un documentario, mentre agli stessi ragazzi si era detto che sarebbero andati a vedere un film. In altre parole è stata clamorosamente violata la Costituzione, laddove essa prescrive che il diritto all’educazione spetta ai genitori e solo ad essi. A tale proposito, il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Gabriele Toccafondi, ha dichiarato che «la scuola non può essere luogo di scontro ideologico, i ragazzi non sono platea per convegni e ciò che entra a scuola deve essere condiviso con i genitori cui spetta, Costituzione alla mano, il dovere e diritto dell’educazione». Ottime parole, a cui, però, non mi risulta che siano seguiti interventi nei confronti dei responsabili scolastici locali.

A commento dell’accaduto, la consigliera regionale Valentina Vada ha dichiarato che «a Montevarchi comincia un’Italia nuova».

Ho raccontato quanto sopra per dimostrare, ancora una volta, come il “pensiero unico” sta penetrando, attraverso vari rivoli, nella nostra società, a partire soprattutto dalla scuola. A fronte di questa frana educativa, che sta rovinando l’ecologia dell’umano, la Chiesa non può più tacere, come non possono più tacere i singoli cittadini cattolici e non ed anche i veri e sinceri liberali, che non possono non volere che si affermi la principale delle libertà delle famiglie, che è quella all’educazione dei propri figli. In realtà, a Montevarchi comincia un’Italia da regime.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.