RIFUGIATI? «SOLO CINQUE SU CENTO» | 12 Febbraio 2016

L’ondata migratoria che rischia di travolgere l’Europa

Migliaia di bimbi profughi scomparsi, i dubbi sul piano Ue di accoglienza, il rischio di inflitrazioni terroristiche e l’allarme dei territori. Ce n’è quanto basta per nutrire seri dubbi sulla capacità dell’Europa di fronteggiare l’emergenza immigrazione

di LUCA PIACENTINI

Ci sono i bambini scomparsi: qualcosa come 5mila solo in Italia. Un numero che mette i brividi. Dove sono? Nessuno lo sa: potrebbero essersi ricongiunti alle famiglie o, nella peggiore delle ipotesi, essere finiti nelle mani di criminali senza scrupoli. Rapiti o venduti come schiavi. C’è il rischio di infiltrazioni terroristiche: la situazione in Libia e l’avanzata dell’Isis espongono il nostro paese ad un rischio aumentato di infiltrazioni terroristiche. Ci sono i migranti economici: quelli che non scappano dalla guerra ma cercano una vita migliore e che, secondo gli ultimi dati disponibili, sarebbero la maggioranza assoluta dei richiedenti asilo. E ci sono le difficoltà oggettive dell’accoglienza: la carenza di infrastrutture e le complicazioni logistiche. Se il trend seguirà il flusso via mare dei migranti, che nelle prime settimane dell’anno sarebbe quasi raddoppiato, allora hanno ragione gli analisti che nel 2016 prevedono un incremento degli sbarchi dal Mediterraneo e degli arrivi dalla rotta balcanica. 

Cosa succederà? Le autorità italiane ed europee riusciranno a fronteggiare il fenomeno? Saranno in grado di identificare, discernere chi ha diritto e chi no, limitare il più possibile le fughe dei clandestini e conciliare il tutto, l’esigenza dei rifugiati e l’incremento dei migranti, con le più che legittime richieste di sicurezza e tutela della popolazione italiana? Osservando i dati diffusi dal Viminale, le dichiarazioni dell’Europol all’Observer, l’allarme lanciato dal governo francese e, più vicino a noi, dalla Lombardia, la regione con il maggior numero di migranti, l’impressione è che una risposta affermativa sia tutt’altro che scontata. Almeno fino a quando il flusso non rallenterà, le istituzioni non troveranno strategie efficaci e non arriveranno segnali positivi 

Stando ad una proiezione diffusa da Repubblica, che sembra trovare conferme nei timori del Viminale riportati dallo stesso quotidiano, il piano degli hotspot varato dall’Europa (centri dove gli immigrati dovrebbero essere smistati rapidamente dopo identificazione, foto segnalazione e impronte digitali) potrebbe infatti non funzionare. Almeno se gli arrivi del 2016 saranno paragonabili a quelli dello scorso anno, quando sbarcarono oltre 153mila persone, e se i richiedenti asilo si trattenessero nelle strutture temporanee oltre le 24 ore. 

Un risvolto drammatico dell’enorme pressione migratoria alle porte dell’Europa è poi rappresentato dal destino dei più piccoli. Brian Donald, funzionario dell’Europol, ha dichiarato all’Observer che «non è irragionevole dire che stiamo cercando oltre 10mila bambini. Non sono tutti nelle mani dei criminali; alcuni potrebbero essersi ricongiunti alle famiglie. Solo non sappiamo dove siano, cosa stiano facendo o con chi siano». Donald ha confermato che l’Europol, scrive il Guardian, ha avuto evidenza del fatto che una parte dei minori non accompagnati in Europa è stata sfruttata sessualmente. In ogni caso, il 27% del milione di persone giunte in Europa lo scorso anno sono minori. «Parliamo di 270mila bambini. Non tutti sono non accompagnati. Ma abbiamo evidenza del fatto che molti di loro potrebbero esserlo»

In gioco è la sicurezza dei migranti e quella del continente. L’Europa rimane esposta alle incursioni dell’Isis, che potrebbero essere collegate agli sbarchi. Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato che, con l’avanzata di Daesh lungo le coste libiche, esiste il rischio di infiltrazioni di combattenti tra i migranti. 

In ogni caso, i numeri dei flussi rimangono impressionanti. E mettono in allarme le autorità locali. «In Lombardia è in atto una vera e propria invasione silenziosa, nel disinteresse totale del governo italiano», dichiara l'assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali, analizzando i dati del ministero dell’Interno aggiornati al 10 febbraio. 

«I numeri sono agghiaccianti - afferma - e dicono che nella nostra regione sono presenti ben 13.062 richiedenti asilo. Secondo i dati forniti dal Viminale, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di clandestini e solamente 5 su 100 sono rifugiati politici. Nonostante ciò, i costi dell'accoglienza raggiungono spese folli. Il governo italiano spende ben 166 milioni di euro all'anno per mantenere queste 13mila persone presenti in Lombardia, tra l'altro in costante aumento. La nostra regione è la più massacrata, quella che è costretta dal governo ad accogliere più richiedenti asilo». 

 «Ricordiamo al Governo che gli immigrati economici - conclude Bordonali - sono di fatto clandestini e che andrebbero espulsi a norma di legge. L'Italia continua a essere lo zimbello d'Europa, avendo rimpatriato solo 14mila clandestini sui 150mila immigrati sbarcati nel 2015».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.