LATTE MADE IN ITALY | 01 Dicembre 2014

L’orgoglio della filiera nazionale

Così gli imprenditori combattono per la filiera italiana: «Per noi è tutto. E continueremo a difenderla». Padania Alimenti, da 50 anni solo latte nazionale

di LUCA PIACENTINI

«Per noi la filiera italiana è tutto. L’abbiamo sempre difesa e continueremo a batterci perché venga tutelata». Come spiega l’amministratore delegato Luigi Ghisini, è il cuore Made in Italy della zootecnia uno dei segreti del successo di Padania Alimenti. 

Leader nazionale nei freschi, in particolare panna e latte microfiltrato, l’azienda di Casalmaggiore proprietaria del marchio «èpiù» scommette sulla qualità. All’origine ci sono le stalle più moderne e la migliore tradizione degli allevatori padani. In mezzo, un processo di trasformazione rigoroso, dove la sicurezza delle certificazioni e la bontà del prodotto sono decisive. 

E’ in questo lembo di pianura, nella provincia di Cremona che da sola produce il 10% di tutto il latte nazionale, che prende corpo una delle filiere più importanti d’Europa. E se in Italia l’agroalimentare è un settore strategico che, contando anche l’indotto, copre oltre il 14% del pil, il merito è delle imprese, dei produttori agricoli e dei trasformatori, i quali sopravvivono malgrado un sistema che non aiuta. E che, anzi, mantiene tratti ostili. 

In Italia chi difende il settore con forza sono da un lato gli allevatori e dall’altro aziende coma Padania Alimenti, che fa del rapporto privilegiato con la terra d’origine un ingrediente essenziale del successo. 

Nel 2014 il fatturato supera i 140 milioni di euro, nel complesso dà lavoro a 150 persone. I volumi dello stabilimento di via Fermi la collocano tra le realtà imprenditoriali più rilevanti d’Italia: duemila quintali di latte e settecento quintali di panna trattati ogni giorno; analizzati, lavorati e spediti attraverso una rete capillare, dal magazzino aziendale alla grande distribuzione.

«L’italianità della filiera incide moltissimo sui consumi interni - spiega l’amministratore delegato - E’ un punto di forza nel mercato nazionale, meno in quello estero». Ghisini sottolinea l’elemento critico dell’ambito europeo: «Se sotto il profilo industriale e tecnologico siamo all’avanguardia e non abbiamo alcuna difficoltà a competere, i problemi principali sul mercato continentale sono legati al costo della materia prima. E’ un aspetto essenziale, dovuto a causa sistemiche». Insomma: il latte in Germania costa meno. «E’ uno dei motivi principali per cui l'industria di trasformazione  italiana è in affanno rispetto ai concorrenti esteri che - calcola Ghisini - partono con un differenziale del 30% nell'approvvigionamento delle materie prime».

«Dove interverrei per cambiare le cose? Difficile rispondere - afferma Ghisini - Mi rendo conto che, guardati dal di fuori, i problemi della politica appaiono sempre risolvibili. So che non è così. In ogni caso gli aspetti critici sono legati alle aree di spesa: i prezzi dei terreni e degli affitti, i costi fiscali ed energetici. Sono tutti elementi che possono mettere in grave difficoltà la nostra zootecnia». 

 

 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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