IMMIGRAZIONE | 21 Maggio 2015

L'UE e la guerra delle quote

Immigrazione, guerra delle quote a Strasburgo. Il vice presidente della Commissione Timmermans attacca i Paesi che non le vogliono: «Inaccettabile». Salini (Ncd-Ppe) per la linea dura: «Incursioni mirate contro i trafficanti»

di REDAZIONE

In Europa scoppia la guerra delle quote di accoglienza per gli immigrati. Il piano della Commissione Juncker prevede 60 milioni di euro a disposizione dei Paesi europei che si affacciano. In merito all’accoglienza, è già arrivato il no di Regno Unito, Danimarca e Irlanda mentre critiche sono state sollevate da Francia, Spagna e Ungheria. 

Nel frattempo la Commissione ha reso ufficiali le quote che stabiliscono il numero di profumi per ciascun Paese. Ecco le prime stime. Germania (18,42%), Francia (14,17%), Italia (11,84%), Spagna (9,10%), Polonia (5,64%), ultimo il Lussemburgo (0,85%). Il criterio di assegnazione prevede quattro fattori: numero di abitanti del Paese Ue, Pil, numero di profughi già presenti nel Paese e tasso di disoccupazione.

L’Europa darà asilo a 20 mila profughi provenienti dai campi profughi di Paesi terzi e che hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiati (reinsediamenti, appunto). Davanti alle defezioni e ai rifiuti di alcuni dei principali Paesi europei, è intervenuto con durezza il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, parlando alla plenaria di Strasburgo: «Siamo di fronte a una sfida difficile per gli Stati. Ma trovo inaccettabile che l'Europa dica che vuole far smettere gli annegamenti e poi non dica nulla su cosa fare delle persone salvate dal mare, su come accoglierli». 

Nel frattempo l’arresto a Milano del presunto terrorista 22enne marocchino che sarebbe arrivato su un barcone ha fatto esplodere la polemica fra il ministro dell’Interno Alfano e il segretario della Lega Nord Salvini. Il giovane marocchino avrebbe partecipato all’attentato al Museo del Bardo a Tunisi lo scorso 18 marzo e nel quale un commando islamico prese in ostaggio un centinaio di ostaggi, uccise 24 persone e 45 feriti.

«Tre giorni fa un consigliere del governo libico denunciò che i terroristi dell'Is stanno partendo per l'Italia sui barconi. Stanotte un terrorista marocchino, coinvolto nella strage del museo di Tunisi. Fermare partenze e sbarchi e controllare le frontiere subito» ha detto Salvini chiedendo le dimissioni del ministero dell’Interno. 

Angelino Alfano riferirà oggi giovedì 21 maggio alla Camera sull'arresto: «L’allerta è altissima e il nostro sistema di controllo lo ha dimostrato, non risparmiando nessuna pista, perché questa al terrorismo è una guerra che non ha precedenti. Leggo dichiarazioni surreali o deliranti di indignazione perché abbiamo avuto l'abilità di arrestare un sospettato di terrorismo. Questa è l'opposizione. Anche questa è la ragione per cui governiamo. L’Italia non merita Salvini».

Per Massimiliano Salini, eurodeputato del Ncd, la priorità sulla questione immigrazione è «la difesa delle frontiere», un obiettivo, ha spiegato oggi in aula a Strasburgo, che è raggiungibile «solo se tutti i Paesi agiranno insieme, facendo ognuno la propria parte».

«L’immigrazione - sottolinea ancora l'eurodeputato Ncd - rimarrà un nodo centrale per il prossimo decennio e richiede una soluzione strutturale». Al riguardo, «le quote» proposte dalla Commissione Juncker «rappresentano un passo avanti positivo e importante, ma sono uno step successivo: restano infatti i Paesi come l'Italia che ricevono gli sbarchi a doversi fare carico delle procedure di identificazione». La soluzione, conclude Salini, è l'attacco militare ai trafficanti nel Mediterraneo.

«Siccome l'Europa non esiste, al di la' delle chiacchiere, faccio appello ai governi perche' chiudano le frontiere prima che sia troppo tardi». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Strasburgo spiegando il suo no all'Agenda sull'immigrazione della Commissione.

«L’intelligence libica ci dice che sui barconi stanno arrivando i terroristi dell'Isis. Oggi nella mia Milano e' stato fermato un nordafricano coinvolto nella strage di Tunisi. E' tempo che si sospenda subito Schengen prima che sia troppo tardi». 

«Il pacchetto sull'immigrazione presentato dalla Commissione rappresenta un punto di svolta per la legislatura: si tratta di un piano coraggioso che si può sintetizzare con la parola 'solidarietà’». Lo ha detto il presidente dell'eurogruppo S&D, Gianni Pittella, nel corso del dibattito sull'immigrazione alla plenaria di Strasburgo.

Ha concluso Pittella: "Voglio lanciare un appello agli Stati membri: non gettate all'aria questa opportunità, non piegatevi a chi lancia nuove paure, non perdete questa occasione». 

Il fenomeno dei 'foreign fighters' è stato affrontato dal Consiglio d'Europa lo scorso 19 maggio. Il testo del protocollo dovrà essere ratificato nei mesi a venire dai paesi. Il segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjorn Jagland: «Le polizie dei diversi stati membri potranno prendere contatto tra di loro quando intercettano alle frontiere persone europee sospettate di essere dei foreign fighters’». Il documento include anche la creazione di una rete di punti di contatto attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per permettere ai paesi di condividere rapidamente le informazioni. Il piano d'azione triennale per la lotta alla radicalizzazione, da portare avanti nelle scuole, nelle carceri e su internet.


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