RAPPORTO SUSSIDIARIETÀ | 19 Ottobre 2016

L'uomo, motore dello sviluppo economico

Sussidiarietà e politiche industriali: a Lodi l'incontro con Massimiliano Salini, Giorgio Vittadini, Duccio Castellotti e Francesco Monteverdi. «Imprenditori innovativi e che valorizzano la persona umana generano sviluppo»

di REDAZIONE

Dati alla mano, è l'uomo dotato di inventiva, di voglia di creare e soprattutto dotato di propensione a cooperare con gli altri il vero motore dello sviluppo economico di un paese. Il Rapporto 2016 della Fondazione per la Sussidiarietà, dedicato alle politiche industriali, dimostra con esempi e analisi dettagliate come la crescita di un'impresa e di un territorio non sia determinata dalla mera spinta al guadagno, bensì da imprenditori che puntano sulla persona e sulla cooperazione per creare un contesto economico migliore a vantaggio di tutti.

Questi temi sono emersi con chiarezza durante la serata organizzata a Lodi, presso l'auditorium della Banca Popolare, dall'Associazione Culturale Civitas e dal Partito Popolare Europeo e dedicata proprio alla presentazione del Rapporto curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà. Moderati dal direttore del quotidiano ''Il Cittadino di Lodi'' Ferruccio Pallavera, l'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, il presidente della Fondazione Banca Popolare di Lodi Duccio Castellotti, il presidente degli Industriali di Lodi Francesco Monteverdi e il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini hanno dibattuto in maniera chiara e convincente intorno al punto centrale del Rapporto: l'uomo e il capitale umano come fondamento della crescita economica di un paese.

Il presidente degli industriali lodigiani Monteverdi ha fin da subito messo in chiaro gli aspetti rilevanti del tema trattato durante la serata: «Nel Rapporto sulla sussidiarietà e le politiche industriali ho ritrovato cose che sono essenziali per la mia esperienza personale di imprenditore. Partendo dal punto centrale che il fattore umano è il valore aggiunto di un'impresa. E in secondo luogo, che da soli non si va da nessuna parte». E sul piano dell'esperienza personale si è mosso anche l'intervento dell'europarlamentare Massimiliano Salini. Il quale ha ricordato che «prima ancora delle dinamiche del business, un'impresa cresce perché ci sono aspetti umani che la determinano». Facendo riferimento ad esempi concreti relativi all'esperienza imprenditoriale del padre e di persone amiche, Salini ha messo in mostra come «il contenuto profondo del fare impresa riguarda una dimensione che viene prima del business. Una dimensione da cui riparte la società, e di fronte alla quale la politica deve mettersi al servizio».

Giorgio Vittadini, professore ordinario di Statistica all'Università Bicocca, ha poi scandagliato gli aspetti più significativi del Rapporto Sussidiarietà 2016. Molto significativo il dato relativo allo sviluppo economico dei paesi a livello mondiale: il grafico mostrato da Vittadini dimostra in maniera lampante che i paesi che crescono di più sono quelli che negli ultimi anni hanno più investito in formazione e istruzione, vale a dire i paesi dell'estremo oriente come Taiwan, Corea, Singapore e Hong Kong. Vittadini ha poi ricordato come «il mondo attuale, con il suo altissimo sviluppo tecnologico, ha creato un ritmo di cambiamento nel campo della conoscenza che è fortissimo. Una conoscenza in campo tecnologico diventa obsoleta in meno di 5 anni. In un tale contesto è evidente che l'uomo deve imparare un metodo, o in poco tempo sarà anche lui da buttare».

E i criteri fondamentali di questo metodo da imparare sono due: creatività e cooperazione. «Le imprese che non immaginano soluzioni nuove muoiono. Si pensi al caso Kodak». E tale processo si fonda innanzitutto sull'immaginazione del singolo imprenditore, come ha ricordato Vittadini citando i casi di Bialetti e di Pirelli. Ma non solo: maggiore sviluppo hanno quelle imprese nelle quali il fattore umano è rilevante. Le imprese che funzionano hanno spesso un forte contenuto di valori, con alti tassi di cooperazione e di valorizzazione della persona umana, come accade in esempi eccellenti come la Ferrero. E anche la cooperazione tra imprese, come nel caso dei distretti, genera sviluppo, sia per le singole imprese che per il territorio.

Duccio Castellotti ha infine ricordato che «più che mai oggi c'è bisogno di investire sulla persona umana». Per Castellotti «l'impresa è il dato di una comunità vivente», e la politica, sia a livello nazionale che europeo, «fa bene a guardare a questo fattore come qualcosa rispetto al quale mettersi al servizio, come ha ricordato Salini». Focus nell'intervento di Castellotti sull'aspetto del territorio: «Gli imprenditori intervistati nel rapporto hanno parlato di questo come di un elemento essenziale. Da qui viene quella spinta all'identità che è uno dei motori centrali del capitale umano». Una vocazione territoriale che rimane e dovrà rimanere fondamentale anche nelle Banche popolari, ha ricordato Castellotti, all'indomani della fusione tra Banco Popolare e Bpm.  


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