MOVIMENTO 5 STELLE | 20 Ottobre 2014

La 'bomba' innescata

Mostrano uno striscione: espulsi dal M5S. Dopo la cacciata dei quattro attivisti, lo sconcerto dei sostenitori sul web. Le tensioni con gli eletti e i nodi irrisolti dei pentastellati: partito o movimento?

di LUCA PIACENTINI

L’ennesima scossa di terremoto. In attesa dello tsunami. La cacciata dal Movimento 5 Stelle dei quattro attivisti del Circo Massimo scandalizza i sostenitori e riporta alla luce tensioni mai sopite. 

Gli ex pentastellati sono stati ‘riconosciuti colpevoli’ dopo aver mostrato dal palco di Roma uno striscione con la scritta #occupypalco. Facevano parte dello staff di sicurezza del raduno che si è svolto dal 10 al 12 ottobre, con il loro gesto hanno voluto attirare l’attenzione su due questioni: scarsa trasparenza all’interno del movimento e mancanza di certificazione delle votazioni on line. 

Nel giro di poche ore il loro destino era segnato. “Hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia5Stelle per occupare il palco stesso - ha scritto il guru genovese in un post -. In rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell’evento Italia 5 Stelle e delle centinaia di migliaia di attivisti del MoVimento 5 Stelle presenti all’evento i 4 sopracitati sono fuori dal Movimento 5 Stelle”. Ed ecco le foto dei quattro, pubblicate su Internet con tanto di cerchio rosso: come a dire, eccoli, sono loro, via subito dal gruppo.  

Sul web sconcerto e delusione: messi alla porta - è il senso dei post di simpatizzanti basiti al diktat di Grillo - per aver espresso un’opinione?

Il Movimento 5 Stelle usa spesso metodi che a molti paiono contrastanti con l'idea di fondo, lontani dallo stile aperto al confronto e ispirato alla democrazia diretta tanto sbandierati dal comico genovese. 

La verità è che la contraddizione risiede nello stesso M5S. Che non ha ancora deciso cosa fare da grande. Al di là delle intenzioni dei fondatori, infatti, presenta due anime apparentemente inconciliabili, racchiudendo in sé le caratteristiche del movimento e quelle del partito. 

In un saggio sul Sistema dei partiti in Italia, il politologo dell’Università di Trieste Giuseppe Ieraci mette bene in luce la forma ibrida del M5S: del movimento ha i tratti tipici della piazza e una struttura orizzontale - spiega l'esperto - col web a coordinare gli attivisti ma senza una rigida gerarchia (almeno sul piano formale, visto che oggi il movimento è di fatto coordinato da Grillo e Casaleggio); del partito ha invece i caratteri indotti dalla presenza di un alto numero di eletti sul territorio e in Parlamento, gruppi istituzionalizzati con inevitabili ruoli e regole formali. 

Le tensioni che seguono - argomenta il politologo - sono almeno due: in primis “il contrasto tra la componente istituzionalizzata e i ‘guru’ del web” (le polemiche su eventuali alleanze con il governo e spinte scissioniste ne sono il sintomo più chiaro), in secondo luogo “dentro le istituzioni, il M5S non può più far leva esclusivamente sulla protesta, sulla dissacrazione del potere, ma deve avanzare proposte e dunque politiche, assumerne la responsabilità e perseguirle con coerenza”. 

Cosa accadrà? Se il M5S resterà movimento, scrive il docente, “allora è probabile che gradualmente - come accade a tutti movimenti - rifluisca”, mentre la trasformazione in partito scatenerebbe “la lotta per il potere” e porterebbe il M5S a “diventare bersaglio delle sue stesse critiche”. 

La conclusione del politilogo è netta: “In entrambi i casi resta difficile immaginare una tenuta di lungo periodo del M5S (….)”. Il conto alla rovescia insomma è già iniziato, anche se non sappiamo quando il timer andrà a zero.

La bomba a orologeria è innescata. Quando e come esploderà nessuno lo sa. E soprattutto, per dirla con Ieraci, chi sarà in grado di raccogliere i cocci?


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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