PENSIERO UNICO | 03 Ottobre 2018

La cancellazione di ciò che di bello c’è in natura

Il pensiero unico contemporaneo vuole cancellare i dati più elementari, e al tempo stesso geniali, della natura. A partire dal modo con cui la vita viene generata, all’interno di un rapporto tenero ed affascinante tra un uomo e una donna

di GIUSEPPE ZOLA

Il pensiero unico e sempre più totalitario avanza su molti fronti. Ne segnalo alcuni.

Claudio Risé, famoso psicanalista, ha denunciato con lucidità che “la Francia ha cancellato i papà per legge” (La Verità del 27 settembre). Cito: è stato dato autorevolmente parere “favorevole alla procreazione medica assistita per le donne sole e le coppie di lesbiche, estendendo così a tutte le donne di Francia la pratica dell’inseminazione eterologa artificiale. Per chi vuole farne a meno, non ci sarà così più bisogno di un uomo per fare un bambino. Le modalità verranno chiarite nella legge che sarà preparata al più presto. E’ la cancellazione del padre”. In questo delirio di onnipotenza, il massone Macron vuole, quindi, dare una svolta alla storia di Francia (peraltro abituata a creare disastri, facendoli passare per atti di civiltà, dalla rivoluzione in poi). Dimenticando che non tutto ciò che è possibile è anche lecito (altrimenti dovremmo abolire l’intero codice penale!), Macron, insieme al padre, vuole abolire tutto ciò che la natura ha predisposto, con grande genialità (e Chesterton direbbe che dietro la genialità ci deve essere un Genio), perché l’umanità abbia a riprodursi nella storia. Geniale, perché insieme all’utilità, la natura ha previsto un grande gusto umano, che rende tenero e affascinante il rapporto tra uomo e donna. Il pensiero moderno, ben interpretato da Macron, sta esaltando una pratica che, di fatto (e mi si scusi l’impertinenza), un figlio sarebbe il frutto di una masturbazione, cioè di una penosa solitudine. Quello che veramente non capisco è come si possa far passare per “progresso” una pratica che contraddice uno degli aspetti più belli della nostra esperienza umana. Ma il pensiero unico se ne frega della natura.

In Emilia-Romagna, in mancanza di una legge nazionale, si sta lavorando (invece di pensare a cose più serie e drammatiche) per introdurre una legge regionale che, in qualche modo, condanni la c.d. “omofobia”, che non si sa bene cosa sia, ma che, proprio per questo, può essere talmente estesa da violare il dettato costituzionale che prevede la libertà di pensiero e di opinione. Faccio un esempio: l’ordine degli psicologi di Milano vorrebbe cancellare dall’albo uno psicologo per il solo fatto di avere detto che un bambino, per crescere bene, ha bisogno di un padre maschio e di una madre femmina. Cioè, ha detto una cosa che viene ripetuta da secoli e che l’attuale scienza più seria conferma in modo inoppugnabile. Secondo il mondo LGBT, insomma, non si possono neppure più dire le cose ovvie.

Come si sa, le legge che ha introdotto e regolato le unioni civili (legge passata anche col voto determinante di alcuni parlamentari cattolici) NON prevede la possibilità che il compagno (o la compagna) di una coppia omosessuale possa adottare il figlio dell’altro compagno (o compagna). Ripeto che la legge non prevede questa possibilità. Ebbene, esiste una certa magistratura che se ne infischia di quanto la legge prevede, venendo così meno al dettato costituzionale che assoggetta i giudici alla legge. Molti giudici, invece, escono dal loro campo di azione e si trasformano in legislatori (senza, peraltro, che il Parlamento protesti). L’ultimo caso ci viene offerto dalla corte di appello di Bologna, che, come scrive Maurizio Tortorella, “ha accolto il ricorso di una coppia di donne omosessuali, una delle quali italo americana, e ha dichiarato valida la doppia pratica di adozione che avevano concluso negli Stati Uniti. Il caso riguarda due madri, che negli USA avevano usato la fecondazione eterologa da un donatore anonimo e si erano poi unite in matrimonio. Dopo la nascita di una bimba e di un bimbo, ciascuna delle due donne aveva ottenuto da un tribunale americano l’adozione del figlio dell’altra, e avevano ricevuto la comune attribuzione delle responsabilità genitoriali”. Venute ad abitare in Italia, le due donne hanno visto confermate le decisioni dei tribunali americani, anche se in Italia la cosa non è prevista dalla legge. Così, il pensiero unico si impone anche contro la legge vigente.

Ho indicato solo tre esempi, ma potrebbero essere molti di più.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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