PENSIERO UNICO | 20 Maggio 2017

La censura di chi si dice democratico

Lo psicologo Giancarlo Ricci ha osato dire durante un talk show televisivo che per l’educazione e la crescita dei giovani è importante le presenza di un padre e di una madre. È scattata la censura del mondo LGBT, che chiede provvedimenti disciplinari

di GIUSEPPE ZOLA

Il pensiero unico, con le sue micidiali armi del “politicamente corretto” e del “buonismo” (a senso alternato, a dire il vero) ci sta portando verso un regime sempre più illiberale e antidemocratico. Non contenti del loro strapotere culturale (ampiamente foraggiato dalle lobby finanziarie), gli esponenti di questo strano pensiero (dico “strano” perché non capisco come possa attecchire, vista la sua stravaganza) stanno facendo di tutto per imporre per legge (fascismo?) le loro idee. Basti pensare che essi non hanno ancora rinunciato a condannare con una legge addirittura penale quella che chiamano “omofobia”, che, a dire il vero, non si capisce neppure che cosa realmente sia. Nella sostanza, consiste nel mettere fuori legge qualsiasi pensiero che non sia il proprio. Ma non hanno solo l’arma della legge penale (così cara a tutti i dittatori): cercano di infilarsi in qualunque spazio loro offerto dalla società per cercare di mettere a tacere tutti coloro che osano contestarli.

Proprio in questi giorni, abbiamo saputo di un caso emblematico in questo senso. Il noto (e culturalmente preparatissimo) psicologo Giancarlo Ricci, di Milano, ha osato dire, durante un noto talk show televisivo, che per l’educazione e la crescita dei giovani è importante le presenza di un padre e di una madre; ed inoltre, si è permesso di contestare in modo garbato la tesi di un altro psicologo presente al dibattito e notoriamente appartenente al mondo LGBT. Apriti, o cielo! Alcuni psicologi, sempre legati alla lobby LBGT, hanno presentato un esposto all’ordine degli psicologi di Milano, affinché venissero presi provvedimenti disciplinari nei confronti del dr. Ricci.

E’ palese a tutti quanto questo episodio costituisca una palese violazione di quanto contenuto nella “Costituzione più bella del mondo”, soprattutto laddove tutela, senza se e senza ma, la libertà.

L’articolo 21 stabilisce che “ tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Evidentemente, in quei “tutti” sono compresi anche gli psicologi ed ogni tipo di libero professionista.

L’articolo 33 primo comma ribadisce che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Ciò significa che ciascun scienziato od operatore deve poter essere libero di sostenere democraticamente le proprie ipotesi scientifiche e, direi, soprattutto in una materia non “matematica” come la psicologia e la psicanalisi.

Come si vede, il pensiero unico, che pretende di affondare le proprie radici nel pensiero libertario e illuminista, nei fatti sta diventando un pensiero sempre più dogmatico, che cerca di imporre a tutti i propri dogmi, da loro considerati indiscutibili.

Occorre che tutti gli amanti della libertà vera si rendano conto, finalmente, di questo pericolo che incombe su tutto il mondo occidentale e oppongano una strenua resistenza ad una deriva che ha come tappa finale l’instaurazione di regimi illiberali. Anche chi ha a cuore la “libertas Ecclesiae” dovrebbe preoccuparsi un po’ di più. L’accidia è dietro l’angolo.

 


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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