STEPCHILD ADOPTION | 10 Febbraio 2016

La Cirinnà e l’insopportabile retorica dei centristi

I centristi come Alfano e Lorenzin dichiarano che un conto è la Cirinnà e un conto il governo. Ma se fossero coerenti dovrebbero prendere atto che senza Renzi le unioni civili non sarebbero mai arrivate in aula e, conseguentemente, dovrebbero farlo cadere

di ROBERTO BETTINELLI

Libertà di coscienza ed estraneità del governo. Sono queste le due strategie utilizzate dalla maggioranza per non andare in pezzi davanti alla difficile prova delle unioni civili.

Mentre Renzi ha sancito la la completa autonomia di scelta per i parlamentari del Pd, il fedele alleato Alfano non fa che insistere sulla presunta distinzione tra il destino dell’esecutivo e l’esito del voto. 

La prima tappa va in scena al Senato dove i numeri per la maggioranza rappresentano sempre un problema. In ogni caso è già sicuro l’aiuto dell’ex berlusconiano Verdini e della gran parte dei pentastellati che non sembrano voler beneficiare dell'appello all'autodeterminazione lanciato da Grillo e Casaleggio sulle adozioni.

Renzi, per garantirsi la copertura a sinistra, è stato costretto a negare ad Alfano lo stralcio della stepchild adoption, umiliando per l’ennesima volta il fondatore di Ncd. Ma il capo del governo tutto può fare tranne che mostrare indifferenza verso il dissenso dei cattolici che militano nel suo partito. Da qui la decisione di concedere la libertà di coscienza. Un’indicazione assunta anche da Beppe Grillo che agli esponenti del Movimento 5 Stelle ha ordinato di votare sì al disegno di legge, ma di poter usufruire della piena indipendenza sul punto delicato dell’adozione.

Come ha ben sottolineato Ilvo Diamanti su Repubblica, nel caso di Renzi e Grillo, si tratta di adottare una linea d’azione che non deluda la rilevante componente centrista del loro elettorato. 

Ma se il Pd e i 5 Stelle possono permettersi di incarnare una ‘doppia linea’, vista la l’ampia e diversificata composizione che è propria dei partiti di massa, l’opportunità non è concessa a Ncd che ha un profilo decisamente più conservatore e che ha sempre rivendicato la vocazione a raccogliere un voto d’opinione e identitario. Precedenti che rendono non credibili le dichiarazioni di Alfano e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla estraneità del governo rispetto al percorso della Cirinnà. Un espediente retorico di poco conto, rivelatore della profonda fragilità di una proposta politica che, nel momento in cui ha abbandonato l’alveo del centrodestra, si è rassegnata a fare da stampella al Pd e alla sinistra. 

I centristi non risultano attendibili nel momento in cui tentano di stabilire una netta divergenza fra il governo e la legge sulle unioni civili. Formigoni, Lupi, Giovanardi e lo stesso Alfano sono da sempre collocati su posizioni ostili a qualsiasi tentativo di equiparare matrimoni e coppie di fatto, a maggior ragione se omosessuali. Per non parlare poi della forzatura, ai loro occhi inaccettabile, di legalizzare la possibilità delle adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso.  

Il no secco alla Cirinnà e la simultanea appartenenza al governo che sta per adottare il disegno di legge sulla stepchild adoption producono una polarità inconciliabile. Davanti ad una tale contraddizione ogni tentativo di difesa è inefficace sul piano argomentativo e irricevibile su quello etico. 

Gli italiani non sono ciechi né sordi. Se la sciagurata Cirinnà diventerà una legge dello Stato è solo perché c’è un governo, guidato da Matteo Renzi, che l’ha voluta a tutti i costi. Un governo che comprende i ministri Alfano, Lorenzin e i non pochi parlamentari di Ncd che, anche in presenza di un provvedimento che lede mortalmente i principi e l’identità del loro partito, hanno deciso di continuare a farne parte. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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