SEPARATISMI | 16 Ottobre 2017

La ‘comica’ della Catalogna

Dopo tanto clamore Puigdemont, per evitare il commissariamento, non ha il coraggio di dire se la Catalogna è indipendente o no. Il risibile approdo del sogno separatista

di ROBERTO BETTINELLI

Gli indipendentisti della Catalogna si sono infilati in un vicolo cieco. E stanno ormai rasentando il ridicolo con la Generalitat che non ha nemmeno il potere e il coraggio di dire se, dopo tanto clamore, l’indipendenza della regione è stata dichiarata oppure no. In caso affermativo, infatti, scatterebbero le conseguenze dell’articolo 155 della costituzione attivato dal primo ministro Mariano Rajoy e in virtù del quale il governo catalano sarebbe commissariato dalle autorità di Madrid.

E’ ancora forte il ricordo del referendum dell’1 ottobre con l’irruzione nei seggi dell’esercito nazionale, la paralisi dei Mossos, la contromanifestazione degli unionisti che hanno sfilato nelle vie di Barcellona pronunciando un solenne atto di fedeltà alla corona e alla nazione.

Storia recentissima che dovrebbe spingere Carles Puigdemont ad una pausa di riflessione. Ma il leader indipendentista ha preferito sfidare nuovamente il primo ministro Mariano Rajoy proponendo altri due mesi di dialogo. Evidentemente una mossa per prendere tempo in attesa di elaborare un piano che, al momento, non c’è ancora.

Il referendum, che non aveva valore legale, era diretto a coinvolgere una platea di oltre 5 milioni e 300mila elettori. Ma più della metà ha disertato le urne. In 2 milioni hanno votato a favore dell’indipendenza. Ed è sulla loro adesione che si fondano le rivendicazioni dei separatisti che ora si trovano nella situazione imbarazzante di non poter nemmeno dire se la Catalogna è diventata indipendente o no.

Gli scenari sono due. Senza la dichiarazione di indipendenza la crisi con il governo centrale è destinata a rientrare. Ci vorrà un po’ di tempo, ma l’esito è scontato. Se invece l’indipendenza è stata dichiarata Rajoy, forte dell’appoggio convinto del re Filippo e di un ampio schieramento che lo sosterrà in Senato, metterà fine all’azione di forza degli indipendentisti grazie ai poteri straordinari che gli vengono conferiti dall'articolo 155. 

In entrambi i casi per Puigdemont ed il movimento separatista si tratta di una sconfitta: il punto di approdo naturale di un percorso improvvisato, senza prospettive e sbocchi concreti, destinato a generare l’ilarità che si prova davanti ai gesti romantici scollegati dalla realtà. Suggestivi, forse, ma inutili e in quanto tali inattuabili. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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