PENSIERO UNICO | 02 Marzo 2016

La deriva autoritaria di Renzi

L'azione del premier dimostra come la dittatura del pensiero unico si possa spostare dal piano culturale a quello politico. Dicendo no ai veti e promettendo di invadere le parrocchie per pubblicizzare le riforme mostra la sua deriva autoritaria

di GIUSEPPE ZOLA

Abbiamo già scritto, in vario modo ed anche recentemente, che il “pensiero unico” sta pervadendo, in modo sempre più ingombrante, quello che possiamo chiamare “potere”, anche nella sua versione politica.

La riforma della scuola, ironicamente denominata “la buona scuola”, ha introdotto la possibilità (una sorta di pertugio) che siano previsti interventi educativi che facilmente possono sconfinare nella cultura “gender”, e già intravediamo segnali in tal senso.

In questi giorni, è stato introdotto in Italia, con una procedura totalmente anomala (e irregolare), un nuovo istituto giuridico. Anzi un vecchio istituto applicato alle coppie formate da persone omosessuali. In verità, è stato istituito, al di là di ogni gioco di parole, il matrimonio gay. Sono così tante e variegate le norme previste per famiglia e matrimonio da applicare alle unioni di fatto, che è impossibile non qualificare queste ultime come famiglie. Per questo, la legge Cirinnà è da considerare incostituzionale, come sarà dimostrato da seri ed approfonditi studi che si stanno facendo.

Appena approvata tale legge, la senatrice Cirinnà ha subito preparato un nuovo progetto che prevede l’adozione per tutti, prendendo così clamorosamente in giro il povero e imbranato Alfano.

A fronte di tutto questo, il cattolico Renzi, mai sazio, proclama, respingendo qualche legittima e democratica critica, che è finita l’epoca dei veti e che girerà le parrocchie d’Italia per far valere le proprie ragioni. Uscita molto preoccupante. Spero che non sia ancora finito il tempo di una opinione ed anche di un voto contrario al premier e che si possa liberamente discutere di ogni legge e di ogni iniziativa governativa e anche di ogni referendum, che forse Renzi confonde con i plebisciti con i quali i massoni hanno annesso l’Italia al Regno sabaudo. Finora ero rimasto spettatore imparziale rispetto al grande trambusto provocato per eliminare (male) le Province e il Senato, anche perché non mi sono mai sembrate riforme così decisive per il rilancio del nostro Paese. Ma dopo questa uscita arrogante del boy scout Renzi, comincio a preoccuparmi e, per la prima volta, mi si è presentata l’idea di votare no al referendum previsto per il prossimo autunno, perché, se la riforma fosse approvata, detta arroganza potrebbe tramutarsi in un potere definitivamente intoccabile. Da molte persone sento dire che, comunque, a Renzi non ci sono alternative: attenti, anche di Mussolini, all’inizio, dicevano così. Sono discorsi molto pericolosi in democrazia.

Che, poi, un premier voglia andare a farsi propaganda nelle parrocchie, mi sembra non solo stravagante, ma anche molto scorretto. Cambiando i termini dei fattori che spesso si usano in questa materia, si potrebbe parlare di una grossa interferenza del potere politico nella vita della Chiesa. Di un potere, tra l’altro, che promuove leggi esattamente opposte al pensiero e alla tradizione della Chiesa.

In sintesi, il “pensiero unico” sta diventando sempre invadente e pericoloso anche per la vita politica. Dal livello culturale sta passando a quello del potere gestito dalla politica. Facciamo tutti molta attenzione.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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