I COSTI DEL LAVORO | 14 Ottobre 2014

La flessibilità che non c’è

Il mercato del lavoro in edilizia: troppe tasse. Parlano gli imprenditori. Intervista a Mauro Meraviglia: “Per assumere serve più flessibilità”

di LUCA PIACENTINI

La flessibilità che manca. La pressione fiscale e i costi proibitivi dei dipendenti. Il paradosso europeo della concorrenza 'sleale' dei paesi dell’est, dove il costo azienda della manodopera non è minimamente paragonabile a quello dei paesi fondatori Ue. 

Oggi l’edilizia è il ritratto della crisi. E’ qui che in Italia il mercato del lavoro, bloccato e asfittico, fa sentire tutto il proprio peso, frenando sviluppo e occupazione. Il settore ha un posto chiave nell’economia. E sarà un banco di prova del Jobs Act, la riforma con cui il governo prova a svecchiare il sistema delle assunzioni. I giornali sono pieni di interviste ai sindacati. Ma cosa ne pensano gli imprenditori? Sono gli unici in grado di assumere, qual è la loro posizione? 

Lo abbiamo chiesto a Mauro Meraviglia, fondatore dell’azienda di costruzioni che porta il suo nome, la comasca Meraviglia spa. E’ un’impresa affermata. Negli oltre 50 anni di esperienza si è distinta per qualità e innovazione. “Una realtà in espansione che guarda al futuro senza perdere le proprie radici”, si legge nella presentazione sul web.  

Nella sede di Bulgarograsso, la sala del colloquio è tappezzata di progetti, foto aeree e planimetrie. Si tratta di strutture all’avanguardia, civili e industriali. Edifici ecocompatibili, con sistemi di recupero delle acque piovane, impianti fotovoltaici e pannelli solari. In Italia l’azienda conta realizzazioni di pregio in città importanti, all’estero ha compiuto interventi tra Arabia Sudita, Israele e Regno Unito.

L’incontro con Mauro Meraviglia avviene a margine di un prolungato faccia a faccia con l’europarlamentare Massimiliano Salini, eletto nella circoscrizione Nord Ovest. L’esponente del Partito popolare europeo e del Nuovo Centrodestra è d’accordo con lo stimolo lanciato dall’imprenditore sui temi dell’energia e del lavoro: dalla politica serve impegno ed efficacia. Risposte certe, in tempi brevi.

Qual è la sua esperienza del mercato del lavoro in edilizia?
“In questo momento - risponde Meraviglia - si tratta di un mercato particolarmente difficile. Servirebbero molti più italiani. Invece ci troviamo ad avere un numero sempre maggiore di stranieri. Questo perché abbiamo una tassazione sproporzionata, che rende molto complicato attrarre italiani. Poter accedere a questo tipo di lavoro è più semplice per chi viene dai paesi dell’est e dal Nord Africa".

Cosa può fare la politica?
"Servirebbe davvero uno stimolo, un incentivo. Anche perché in sé è un lavoro attrattivo: siamo di fronte ad un'attività salutare, all’aria aperta e sempre diversa. Non è noiosa o continuativa”.

Il nodo, dunque, rimangono i costi. 
“E’ così. Prendendo mille euro come parametro base di netto per un dipendente, nel nostro settore un’azienda arriva a pagare anche 3mila euro di contributi. Il rapporto di uno a tre è insostenibile. Soprattutto in Europa, dove ci confrontiamo con chi viene dai paesi dell’est, ad esempio dalla Romania, in cui c’è un rapporto decisamente inferiore”. Il paradosso: “Ci facciamo concorrenza sleale all’interno della stessa comunità europea”. 

Cosa auspicate rispetto all’articolo 18 e alla riforma del Jobs Act in discussione?
“In Italia l’imprenditore oggi ha bisogno di tranquillità e certezze. Non la zavorra di costi che sono sempre maggiori. Serve quella flessibilità che non c’è”. E’ questo il punto cruciale: “Per creare posti di lavoro è necessaria questa flessibilità: io imprenditore assumo, ma quando non ho più lavoro non sono obbligato a tenere le persone”. 'Tenere le persone', sottolinea Meraviglia, è un falso problema: “Le persone capaci le teniamo comunque. Il difficile è mantenerle quando non c’è lavoro. Ecco dove manca la flessibilità". 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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