SINODO E COPPIE GAY | 06 Novembre 2014

Il coraggio di Ruini

La forza della verità. Il Corriere della Sera intervista l’ex presidente della Cei, che non si sottrae alle domande più scottanti: il matrimonio non si tocca, dice il cardinale, e neppure il papa (quanto ai sindaci, rispettino la legge)

di LUCA PIACENTINI

Un colloquio a tutto campo. Nel quale il porporato mette in luce la sua stima per il papa. Lo difende di fronte alla vulgata dei giornali, di destra e di sinistra. Affronta i temi di attualità senza sottrarsi alle domande che scottano. E parla chiaro: niente “diritti immaginari” alle coppie di fatto, sulle trascrizioni delle nozze gay i sindaci rispettino la legge, giù le mani dal matrimonio tra uomo e donna, che è indissolubile e non si tocca. 

E’ l’immagine di un pastore fermo e coraggioso quella che emerge dall’intervista al cardinale Camillo Ruini pubblicata sul Corriere della Sera a firma Aldo Cazzullo. 

Attenzione ai problemi concreti delle persone, solide basi dottrinali, visione culturale non equivoca. Nella consapevolezza che la Chiesa non può e non deve sottrarsi al confronto con la società, all’impegno pubblico nella dimensione della testimonianza. La chiarezza è quella mostrata nel 2005, quando la Cei, allora guidata proprio da Ruini, si schierò pubblicamente contro il referendum abrogativo della legge 40 in merito alla fecondazione assistita e la ricerca delle staminali. D’altronde, ora e allora, la metafora evangelica non cambia: la lucerna accesa non va messa “sotto il moggio”. Mai. 

Anche oggi le risposte di Ruini stimolano da un lato i cristiani a non essere pavidi, dall’altro i non credenti a riflettere. Rappresentano un argine ai tentativi di semplificare la lettura della Chiesa usando categorie politiche, come la distinzione tra ‘conservatori’ e ‘progressisti’. Atteggiamenti di superficialità intellettuale che vediamo spesso nei media, purtroppo in grado di consolidare anche messaggi sbagliati nell’opinione pubblica. 

Le parole sulla comunione ai divorziati non lasciano dubbi. La risposta del cardinale è netta: non ci sono evidenze teologiche a sostegno del sacramento alle coppie sposate in Chiesa e che hanno divorziato civilmente. Il matrimonio cattolico è indissolubile, le scelte sul ‘dopo’, nella prospettiva della fede costituiscono bigamia o adulterio. “Se il matrimonio rimane indissolubile - dice Ruini al Corriere - e quindi continua a esistere, contrarre un nuovo matrimonio sarebbe un caso di bigamia; e avere rapporti sessuali con altre persone sarebbe un adulterio. Non si può pretendere che il matrimonio sia indissolubile e che ci si possa comportare come se non lo fosse”. 

Quanto al papa, si tratta di Francesco. Punto e basta. Non tiratelo per la veste. Stile diverso ma stessa verità. Quella affidata da Cristo alla sua Chiesa. Il papa d’altronde - ricorda Ruini - ha ribadito con forza l'indissolubilità del matrimonio, la procreazione tra uomo e donna, la verità della famiglia.

La linea che esce dal documento finale votato dal sinodo dei vescovi è ispirata ad un connubio tra dottrina e pastorale, verità e misericordia, un accostamento biblico ripreso da Ruini nel colloquio con Cazzullo.

Tra l’altro è interessante notare come nei principali titoli dei giornali a commento della relazione sinodale nessuno si sia soffermato sul vero cuore del documento, il disegno di Dio sulla famiglia, intesa come unione tra uomo e donna.  

“Non esiste fondamento alcuno - scrivono i vescovi - per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. “A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”. 

Tutti pronti a sottolineare le aperture (immaginarie) sulle nozze gay, ma nessuno che evidenzi la coerenza assoluta e la battaglia pubblica sintetizzata nel passo successivo del testo sinodale, una vera e propria stoccata agli anticlericali sparsi per il mondo e travestiti da difensori dei diritti civili: “È del tutto inaccettabile - avvertono i vescovi - che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso”. 

Nell'intervista al Corriere, parlando della forza globale di questa ondata libertaria sui diritti ai gay, Ruini guarda alla lezione della storia, confidando nella forza della verità. Durerà? Sarà il tempo a deciderlo, è la provocazione del porporato. In passato, per moltissimi, l'orizzonte marxista era insuperabile. Oggi non interessa più a nessuno. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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