PENISERO UNICO | 07 Settembre 2016

La forza e la chiarezza di Santa Teresa

Madre Teresa di Calcutta, dichiarata santa il 4 settembre, non ha mai rinunciato ad accusare in modo chiaro le storture del mondo di oggi

di GIUSEPPE ZOLA

Ci siamo spesso chiesti come sia possibile almeno frenare l’avanzata irresistibile del “pensiero unico”, che sta invadendo tutto il mondo occidentale. Sembra, oggi, impresa quasi impossibile cercare di opporsi a tale avanzata, tanto che molti paiono rassegnati, quasi che non ci sia più niente da fare. In questi giorni ho avuto l’evidenza che, in effetti, esistono degli anticorpi, che, di fatto, riescono a fare resistenza rispetto ad una forza che sembra irresistibile. Spero che nessuno si scandalizzi se dico apertamente che detti anticorpi sono costituiti dai Santi e dalle Sante che vengono generati dallo Spirito dentro la vita concreta della Chiesa. I Santi sono numerosissimi: mi limiterò a qualche esempio.

Il 4 settembre è stata dichiarata ufficialmente la Santità di Madre Teresa di Calcutta e, in tale occasione, abbiamo potuto constatare la fortissima personalità di questa minuta figura, che ha saputo sfidare tutto il mondo sia con la testimonianza della sua immensa carità sia con il suo coraggioso giudizio circa aspetti della vita moderna, che il pensiero unico considera oramai definitivamente acquisiti, ma che invece la nostra Santa ha inequivocabilmente ribaltato. Così, Santa Teresa ha avuto il coraggio, durante la cerimonia di assegnazione a lei del premio Nobel per la pace, di ribadire, davanti alla rappresentanza del “mondo” silenzioso e attonito, il valore intangibile della vita e la condanna più netta di tutti quegli Stati che autorizzano per legge gli aborti. Ha avuto il coraggio, non vergognandosi di Cristo, di affermare che se si permette l'uccisione di un bimbo innocente, diventa inevitabile aprire la porta alle uccisioni durante le guerre. In un’altra occasione ha potuto dire che il divorzio è all’origine di molte povertà. Santa Teresa ha dimostrato di credere a quanto diceva con la sua instancabile vita. E con tutta la sua vita, ha ribaltato il luogo comune, indotto dal pensiero unico, secondo il quale divorzio ed aborto sarebbero conquiste di libertà da parte dell’uomo moderno. Non a caso, i giornali del potere cercano di nascondere i giudizi culturali della Santa, magnificando solo il suo impegno umanitario. Ma siccome faceva tutto per Cristo, non poteva piegarsi alle idee della cultura corrente, nata, appunto, dalla negazione di ogni ipotesi religiosa.

Sono tantissimi i Santi martiri, che sono tali perché non hanno ceduto al pensiero dominante del momento. Fino all’anno 313 (Editto di Milano) tutti i Papi sono Santi e anche Martiri, per il semplice fatto che si sono rifiutati di incensare l’imperatore, quasi fosse un dio (era questo il pensiero unico del tempo). Può essere associato a questa specifica serie di Santi Martiri, il famoso San Tommaso Moro, il quale, pur essendo un abilissimo politico, non accettò di assoggettarsi ai voleri tirannici del suo re, il famigerato Enrico VIII. E ancora oggi la sua testimonianza costituisce una spina nel fianco di una riforma che la storia ha dimostrato essere senza senso e senza futuro.

E poi ancora, i due patroni d’Italia San Francesco e Santa Caterina da Siena. Il primo, con tutta la sua straordinaria testimonianza, ha cambiato la concezione dell’esistenza di intere generazioni, obbligandole a ripensare in termini cristiani alla direzione da dare alla propria vita. La seconda, pur sapendo a malapena leggere, ha inciso in maniera decisiva sull’intera storia della Chiesa, sottraendo il papato alla tirannia del potere politico. E poi, il patrono dell’intera Europa, San Benedetto, che con la sua regola di vita, ha avviato l’immensa opera di risanamento anche del territorio materiale dei nostri Paesi.

Ai nostri tempi, il Beato Papa Paolo VI ha posto un coraggiosissimo alt ad un pensiero che riduceva e riduce a pura strumentalizzazione il rapporto uomo/donna. Mentre San Giovanni Paolo II, riaffermando la centralità di Cristo, ha riportato l’esperienza religiosa e cristiana all’interno del dibattito culturale e politico, da cui il pensiero moderno cerca costantemente di estrometterle.

Mi sia concesso citare anche il servo di Dio don Luigi Giussani, che santo ancora non è stato dichiarato (anche se molti lo considerano tale), perché la sua opera educativa ha formato migliaia di giovani e non giovani in modo tale che essi hanno saputo affrontare la vita lontani dalle strade del nichilismo e della indifferenza. I suoi giudizi sul “laicismo” ieri ed oggi imperante ci ha aperto gli occhi, permettendo a tanti di vivere senza sottomettersi acriticamente al dilagante “pensiero unico”. Vita scomoda, ma premiata dal centuplo promesso nel Vangelo.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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