VATICAN-THRILLER | 09 Novembre 2015

La fuffa del complottismo anti-Bergoglio

Il complotto contro Francesco al centro di un nuovo genere letterario: il vatican-thriller. In testa a tutti il quotidiano Repubblica, che parla di un'alleanza tra conservatori e petrolieri [sic] per far fuori il Papa argentino. E lo chiamano giornalismo

di ROSSANO SALINI

Ormai non li ferma più nessuno, i teorici del complotto contro Francesco. Si era sperato che l'ultimo caso di corvi in Vaticano placasse il furore cospirazionista: le due persone arrestate non rappresentavano per nulla un fronte avverso al papa argentino, e pertanto il teorema del complotto vacillava non poco. Ma tant'è: un attimo di sconcerto iniziale, giusto il tempo di rielaborare i dati e incasellarli dentro lo schema prestabilito, ed ecco che all'indomani dell'Angelus tuonante di Papa Francesco il thriller torna più spietato che mai, e con accenti sempre più torbidi e inquietanti.

Il capolavoro supremo di questo filone letterario ''vatican-thriller'' è sul quotidiano Repubblica, che lunedì 9 novembre supera tutti con un titolo degno del miglior 007: «Dai petrolieri ai tradizionalisti ecco la rete internazionale che trama contro Francesco».

Che la brutta e invisa genia dei tradizionalisti dovesse avere una parte rilevante nella cospirazione l'avevamo dato per scontato. Ma l'arrivo in loro soccorso niente meno che dei petrolieri americani, incazzati neri con Papa Francesco per l'enciclica ecologista, ci sorprende non poco, e rende il plot veramente unico nel suo genere.

«C'è un disegno sempre più chiaro nelle diverse fasi dell'operazione anti-Bergoglio», sentenzia sicuro il giornalista Marco Ansaldo, autore del thriller. E allora scopriamo che il disegno così chiaro e cristallino prevede un'operazione anti-Bergoglio iniziata, con mirabile preveggenza, sotto il pontificato di Benedetto XVI. Certo, come no: il caso del maggiordomo Paolo Gabriele non rappresenta altro che il prequel. Stupidi noi a non averlo capito. E nel prequel, l'obiettivo dei cospiratori era la rimozione del troppo potente Cardinal Bertone. Parola dell'informatissimo Marco Ansaldo. Ma soprattutto parola del giornale del fundador Eugenio Scalfari, l'uomo che vanta un'invidiabile confidenza col papa argentino.

Oibò, fermi tutti però: abbiamo detto Bertone? Lo stesso Bertone che rappresenterebbe l'opposto della riforma bergogliana? Lui con il suo attico e i suoi party super-vip? Come possono gli anti-Bertone essere i precursori degli anti-Bergoglio? Domande troppo sottili, forse. Inutile appesantire con tali quesiti la leggerezza del thriller. Meglio procedere spediti nella lettura, lasciarsi trascinare dalle suggestioni, dal fascino leggero e galoppante degli intrighi che si moltiplicano, si intrecciano, si infittiscono.

E arriviamo così nel giro di poche righe, che liquidano come semplice «destabilizzazione» le dimissioni di Benedetto, al climax: «La mossa che in alcuni ambienti [quali? Boh, alcuni] ha provocato la maggiore indignazione è stata l'enciclica verde Laudato si', causa di malumori fra i conservatori e i petrolieri degli Stati Uniti». Proprio così: i conservatori e i petrolieri. Chi vuole, se non proprio nomi e cognomi, almeno qualche indizio succulento per sentirsi autorizzato a sussurrare a denti stretti l'identità di qualche colpevole rimarrà purtroppo deluso. Bisogna accontentarsi di questo: «Diverse organizzazioni influenti e vari gruppi all'interno di alcuni Paesi manovrano per far cadere Francesco». Boom! Tanto sono vaghi gli aggettivi sui mandanti, quanto preciso, circostanziato e non proprio di poco conto è l'obiettivo finale della manovra.

Insomma: fa veramente sorridere l'inconsistenza di certo giornalismo di maniera, ormai pronto a sfornare complotti a giorni alterni. Ma un livello così sfacciato di inconsistenza raramente era stato raggiunto. Nemmeno certi titoli ''sarzaniani'' (nel senso di Fiorenza Sarzanini del Corriere, regina dei complotti all'italiana), come ad esempio «la rete gelatinosa di affari e amicizie», avevano mai raggiunto un tale livello di impalpabilità.

Come già detto in altre circostanze, la materia vaticana è ormai entrata nei favori di certo giornalismo d'assalto. Una Chiesa lacerata a causa dei cattivi conservatori che cospirano contro i buoni progressisti è ormai l'impianto narrativo dentro cui inserire qualsiasi tipo di ricostruzione, con banchieri, petrolieri e massonerie varie.

Piccoli romanzetti d'appendice, niente più. Il giornalismo è tutt'altra cosa. E, per inciso, anche la Chiesa è tutt'altra cosa.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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