ECONOMIA EUROPEA | 13 Gennaio 2016

«La Germania è il motore o il becchino dell'Europa?»

L'accusa dell'europarlamentare Massimiliano Salini (Forza Italia-PPE): con le sue scelte su Cina e Russia la Merkel mette in ginocchio l'industria italiana ed europea

di REDAZIONE

Scelte penalizzanti per l'Europa, sia sul versante dei rapporti con la Cina, sia su quello della dipendenza energetica dalla Russia. È pesante l'accusa lanciata da Massimiliano Salini, europarlamentare di Forza Italia (Partito popolare europeo) e membro delle Commissioni Trasporti e Industria: «La Germania si batte per far ottenere alla Cina lo status di economia di mercato e vuole raddoppiare il gasdotto russo Nord Stream. Siamo davvero sicuri che le politiche tedesche facciano il bene dell'Europa?».

Sul fronte cinese, Salini fa notare che la «Merkel apre ancora una volta le porte a Pechino. La numero uno del settore chimico cinese ChemChina acquisirà la società tedesca Krauss Maffei per una cifra attorno ai 925 milioni di euro. Intanto la cancelliera tedesca appare sempre più determinata nell'avallare la concessione a Pechino dello status di economia di mercato. Inutile ricordare che questa eventualità metterebbe in grave difficoltà l'industria italiana ed europea, che dovrebbero fare i conti con la concorrenza sleale delle imprese del gigante asiatico».

Ma altrettanto allarmante è per Salini il versante russo della politica economica ed energetica della Cancelliera tedesca: «Parallelamente, la Germania stringe nuovi accordi con la Russia per raddoppiare il gasdotto Nord Stream così da rendere l'Europa ancora più dipendente dalle forniture energetiche russe, riducendo in prospettiva all'irrilevanza la posizione geoeconomica dell'Italia».

«A questo punto», conclude in maniera tagliente l'europarlamentare italiano, «la domanda è inevitabile: le scelte strategiche della Germania la rendono il motore o il becchino dell'Europa?».


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