CRISTIANI PERSEGUITATI | 17 Maggio 2016

La lezione formidabile della Chiesa siriana

In 90mila sono fuggiti da Aleppo dopo l’invasione dell’Isis. Ma la Chiesa siriana resiste con fede. E tenta di arginare l’esodo anche avviando corsi di formazione per imparare un mestiere. Stimolando così i giovani a ricostruire e ripartire

di LUCA PIACENTINI

Persecuzione dei cristiani: prosegue l’opera di sensibilizzazione della fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), una delle realtà più dinamiche e concrete della galassia cattolica. 

Il grande evento alla Fontana di Trevi, dove il 29 aprile scorso il sangue dei martiri che continua a scorrere in troppi paesi del mondo, a cominciare dal Medio oriente e dall'Africa, è stato richiamato simbolicamente dalle luci rosse dei riflettori, sarà ripetuto tra pochi giorni a Como. 

Il 30 maggio verrà illuminata la basilica di Sant'Abbondio, testimonianze e riflessioni accompagneranno la serata. Che, come ricorda il vescovo di Como Diego Coletti, ha due significati: rompere la «cortina» del silenzio e mostrare il cuore dell'evento cristiano attraverso la «capacità di superare l'odio» delle comunità siriane e irachene perseguitate, la cui vita è stata sconvolta dall'invasione dello Stato islamico, ma la cui fede resiste. Sia pure attraverso prove terribili. 

Ma quella delle luci non è la sola iniziativa in corso. Anzi. Decidendo di dare un forte contributo economico (263mila euro) al progetto siriano «Build to stay», la fondazione pontificia ha il merito di riportare al centro del dibattito occidentale anche la discussione sulle modalità più efficaci di affrontare l'emergenza profughi che fuggono dai massacri e dalla guerra.

Il vescovo melchita di Aleppo Jean-Clemengt Jeanbart spiega che il progetto punta alla ricostruzione: aiutare e convincere il maggiore numero di cristiani a rimanere, imparando a lavorare il legno, battere il ferro, innalzare gli edifici. Ricostruire le proprie case e apprendere un mestiere, per arginare la desertificazione cristiana della Siria e dare una ragione concreta di tornare alle decine di migliaia che se ne sono già andati. 

Le cifre parlano di 90mila cristiani fuggiti. Ed è ai 40mila rimasti ad Aleppo che si rivolge il programma. La speranza è che i ragazzi partecipino numerosi ai corsi di formazione per muratori e falegnami che stanno partendo.

Un'opera importante in un contesto assolutamente drammatico, dove si rincorrono le notizie dei cristiani presi a bersaglio dagli jihadisti dell'Isis. Dagli assiri rimasti ostaggio per un anno in qualche rifugio dello Stato islamico nella parte settentrionale della Siria e liberati solo dopo mesi di prigionia, ai fedeli trucidati ad Al-Qaryatayn, nel distretto di Homs. Qui, secondo le notizie riferite alla Bbc dal patriarca ortodosso Ignazio Aphrem III, in ventuno sono stati massacrati, in parte mentre cercavano disperatamente una via di fuga e in parte per aver detto «no» alla conversione all'Islam. 

La Siria resta uno dei territori più pericolosi del pianeta. Ma è una delle terre dove è nato il Cristianesimo. E l'impegno della Chiesa locale per difenderne origini e tradizioni, un lavoro che addirittura punta a diffondere il programma Build to Stay in altre città e moltiplica gli sforzi affinché la comunità cristiana resista, è la testimonianza più efficace dell'importanza di questo baluardo. 

Non solo. E’ anche una lezione culturale all'Occidente: alimenta il senso di appartenenza senza cui nessuna comunità esiste, e stimola la libertà dell'uomo, sia pure in una situazione ostile oltre l'immaginabile, offrendogli sostegno e strumenti per ripartire da lì, dove tutto è cominciato.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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