PENSIERO UNICO | 28 Giugno 2017

La libertà sotto processo

L’avvocato Simone Pillon, che fa parte del Comitato «Difendiamo i nostri figli», è sotto processo per il semplice fatto di aver esercitato la propria libertà di espressione. Così la cultura LGBT afferma il proprio aspetto dittatoriale

di GIUSEPPE ZOLA

Vorrei dedicare l’articolo di questa settimana ad un caso particolare, ma molto significativo circa lo stato della libertà di pensiero nel nostro Paese.

Il 22 giugno si è celebrata l’udienza filtro nei due procedimenti penali che vedono imputato l’avvocato Simone Pillon, che fa parte del Comitato «Difendiamo i nostri figli» e che ha studio in Perugia. Simone Pillon è stato querelato da Arcigay Omphaloso Perugia per quanto ha dichiarato durante alcune delle sue conferenze tenutesi nel 2014 e 2015 tra Assisi, Ascoli Piceno e San Marino, nelle quali dava atto di alcuni volantini messi a disposizione degli studenti minorenni durante un’assemblea di istituto tenutasi nell’aprile 2014 presso il liceo Alessi di Perugia senza darne alcun avviso ai genitori. L’unica comunicazione che le famiglie avevano ricevuto parlava genericamente di un’assemblea contro il bullismo omofobico. In tali volantini – che alcuni familiari di studenti hanno portato all’attenzione di Pillon – si davano consigli su come gestire i rapporti sessuali tra due maschi o tra due femmine, con istruzioni su “come aumentare l’eccitazione della partner” o come usare il “dental dum” cioè un velo di plastica da mettere sulle parti intime del partner prima di avvicinarle alla propria bocca...

In un altro opuscoletto messo a disposizione degli studenti minorenni si faceva pubblicità al locale notturno “be queer” di proprietà di Arcigay, dove si tengono spettacoli omosex e trans il cui contenuto ciascuno può agevolmente rinvenire su internet con dovizia di fotografie e filmati, e nello stesso opuscolo si offriva il servizio di “Welcome group” cioè di gruppo di benvenuto per coloro che volessero avvicinarsi all’associazione e riceverne assistenza.

Tutto questo è stato considerato diffamatorio da parte dei responsabili dell’associazione che si sono costituiti parte civile sia in proprio sia come legali rappresentanti dell’associazione stessa, chiedendo complessivamente l’astronomica somma di 400.000,00 Euro di risarcimento all’avv. Pillon.

Il Tribunale di Perugia ha rinviato al prossimo 1 febbraio 2018 ore 9.30 per sentire i testimoni del Pubblico Ministero. Malgrado tutto questo, l’avv. Pillon si è detto sereno, e convinto di aver fatto quello che andava fatto, annunciando la verità. Non nutre nessun rancore verso i suoi accusatori e spera che il processo porti anche loro a comprendere la gravità di quanto hanno fatto e a porre attenzione ai diritti delle famiglie e dei minorenni nel delicato compito educativo.

E’ comunque sconfortante rendersi conto che la libertà di parola sia tanto sotto attacco e che chiunque alzi la voce contro il pensiero unico dell’ideologia Gender sia messo a tacere con l’impiego dello strumento giudiziario.

Pur essendo stato il primo ad essere attaccato personalmente, Pillon non è stato purtroppo l’ultimo. Dopo di lui ben tre psicologi sono stati deferiti ai rispettivi consigli dell’ordine per aver osato alzare la voce contro il Gender. Due noti medici sono stati denunciati per la stessa ragione. Anche noti giornalisti vedono la propria libertà sanzionata da interventi disciplinari azionati da chi non accetta voci e posizioni diverse dalle proprie.

Non si può non vedere in questo un piano preordinato e costruito nei dettagli per stroncare ogni focolaio di resistenza al pensiero unico femminista, relativista e genderista che si vuole imporre anche nel nostro Paese. Quando non si hanno più argomenti credibili, allora non resta che impiegare lo strumento giudiziario. Invito alla solidarietà e al sostegno pubblico e privato della libertà di parola e di pensiero di questi nostri amici e di chiunque voglia far sentire la sua voce nel dibattito civile.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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