VACCINI | 07 Settembre 2018

La logica del consenso contro la scienza

Torna l'autocertificazione, controlli dei Nas in tutta l'Italia. Il governo ha gestito male la partita dei vaccini. Una politica responsabile deve tenere le distanze da un uso improprio della scienza. L'opinione

di ROBERTO BETTINELLI

Il mancato obbligo della certificazione dei vaccini per la frequentazione degli asili e delle materne evidenzia una imperdonabile ambiguità da parte della politica di governo. A poche ore dal suono della prima campanella l’esecutivo, con un intervento a sorpresa nel decreto Milleproroghe, ha ristabilito il vincolo dell’autocertificazione per documentare la copertura alla quale deve essere soggetto ogni alunno. Un passo indietro rispetto alla precedente certificazione rilasciata dalle autorità sanitarie. Una procedura, questa, dotata di una valenza probatoria decisamente superiore e più sicura.

La possibilità di essere accettati in classe anche se muniti della sola autocertificazione è estesa fino al marzo 2019. Una tempistica, hanno dichiarato i presidi italiani, eccessiva. Nel frattempo i carabinieri dei Nas stanno battendo a tappeto asili nido e scuole per l’infanzia controllando l’autenticità delle autocertificazione con un ritmo di 2mila verifiche al giorno. Davvero esigui i casi in cui è stata falsificata la documentazione esponendo i genitori ad una denuncia penale. Si parla di una quindicina di episodi su migliaia di verifiche. Ma in ogni caso ci sono stati.

Sui vaccini, è giusto sottolinearlo, la politica di governo non ha fatto il proprio dovere. Non ha assolto alla missione prioritaria che dovrebbe caratterizzarla e che resta quella di proteggere i cittadini. E’ inammissibile che le campagne promosse dai free-vax abbiano trovato una sponda nei partiti che sono alla guida del Paese. 

Il furore contestatorio ha contagiato anche la Lega e questo non è certamente un bene. La Lega di Salvini, per molti elettori conservatori, è investita del compito non facile di arginare le intemperanze degli alleati. Se questo non accade c'è il rischio di una deriva esiziale ed emozionale dello scenario politico.

Il gusto della polemica e della battuta sbrigativa, che domina il campo delle relazioni antagoniste fra i partiti, non deve ammorbare per fini elettorali il campo vitale della scienza. Il mancato obbligo della certificazione, per quanto possa essere giustificato dal premier Conte come il tentativo di non creare intoppi nell’avvio del nuovo anno scolastico, è un errore. Morbillo, pertosse, meningite, epatite, tetano, varicella: in tutto sono 12 le malattie prevenibili con i vaccini obbligatori. Stando alle statistiche dell’Unicef sono 1,4 milioni i bambini al di sotto dei 5 anni morti per malattie che potevano essere debellate con un’opera di immunizzazione. Il dietro front del governo ha avuto quanto meno il merito di fare tabula rasa dell’emendamento Taverna che aboliva l’obbligo dei vaccini, ma il successivo reintegro dell’autocertificazione al posto della certificazione obbligatoria fornita dalle Asl ha nuovamente ammorbato il clima della discussione

Le campagne sui social dei gruppi free vax, in un Paese liberale, sono lecite per quanto personalmente non condivisibili. Ma una politica responsabile deve tenere le distanze da un uso improprio della scienza, sposando la causa della verità invece che quella del consenso. Così facendo eviterebbe di fare brutte figure esponendo i cittadini a pericoli inutili. (Roberto Bettinelli)


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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