PUBBLICO IMPIEGO | 21 Gennaio 2015

«La logica pubblicistica dei rapporti di lavoro»

Legge di riforma della Pa, Sacconi deluso dal governo e spiega la linea di AP: «Le buone tecniche aziendali entrino e si propaghino nella dimensione pubblica».

di REDAZIONE

Mercato del lavoro, l'azione del governo è contestata dal capogruppo al Senato di Area popolare, Maurizio Sacconi. «Gli emendamenti presentati da governo e relatore alla legge delega sulla Pa, ad una prima considerazione, sembrano tutti iscriversi nella vecchia logica pubblicistica che confligge con la privatizzazione del rapporto di lavoro del 1993 - tranne che per le amministrazioni d'ordine - e con la norma del 2001 che considera l'omologazione tra lavoro pubblico e privato la regola cui, quando si vuole, si deve derogare esplicitamente».  

«Noi continuiamo a ritenere che un unico mercato del lavoro, con poche eccezioni, aiuti la crescita della qualità, della responsabilità, del merito, della giusta remunerazione nel lavoro stesso. Così non si semplifica la regolazione del lavoro, così non si impegna la giurisprudenza all'omogeneità. Riproporremo quindi il criterio di tendenziale omologazione tra lavoro pubblico e lavoro privato combinato con la contabilità economica analitica per centri di costo in modo che le buone tecniche aziendali entrino e si propaghino nella dimensione pubblica».

E ancora sulla legge Fornero: «La bocciatura del referendum era scontata perché è evidente che non si possono sottoporre a referendum tasse e prestazioni pubbliche. Non avevamo bisogno della minaccia referendaria per sapere di dover correggere la legge Fornero in modo che il sistema diventi più flessibile e più comprensivo dei concreti bisogni delle persone, soprattutto in età avanzata». 

«Si tratta di agire contemporaneamente su una corretta e generalizzata possibilità di cumulare tutti i versamenti contributivi, su una più forte agevolazione dei versamenti volontari non solo del lavoratore ma anche del datore di lavoro per coprire periodi non lavorati o recuperare periodi di laurea, sulla opzione in favore di uscite anticipate necessariamente onerose. Sia il governo ad offrire una base di discussione, con tanto di calcolo degli oneri connessi alle diverse scelte, perché siamo tutti consapevoli dei vincoli di finanza pubblica non solo nel breve ma anche nel lungo periodo».  


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