PARTITO DEMOCRATICO | 04 Ottobre 2017

La malattia incurabile di riscrivere la storia

Apologia del fascimo e cittadinanza onoraria a Mussolini. Il deputato dem Fiano rappresenta un partito lontano dalla realtà e costretto a riscrivere la storia per sopravvivere

di ROBERTO BETTINELLI

Lo stato di salute di un partito si misura da alcune variabili. Una in particolare: il rapporto che intrattiene con il tempo storico. E per tempo storico si intende l’attualità ma soprattutto il pregresso. Il Pd sta commettendo l’errore, dimostrato platealmente dalla legge Fiano contro l’apologia del fascismo e confermato dalla polemica che il deputato dem ha scatenato contro il sindaco di Bergamo Giorgio Gori responsabile di non voler cancellare la cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini, di riscrivere ciò che appartiene alla memoria del passato.

Un atteggiamento tipico delle forze politiche che manifestano una scarsa capacità di agire nel presente, dando una lettura pregiudiziale e senza rinnovarsi davanti alle nuove sfide della società. Da qui la necessità di costruirsi artificialmente problematiche e soluzioni, dettate da urgenze fasulle che ineriscono in modo prevalente la tematica del consenso.

Esiste un termine preciso per indicare questo comportamento: propaganda. Non c’è altro modo di interpretare la priorità di stabilire pene folli per chi fa un saluto romano o vende e acquista un busto di Mussolini su internet. E lo stesso vale per le accuse rivolte al sindaco Gori che giustamente ha risposto picche evitando di perdere tempo con una vicenda destinata a non avere alcuna ricaduta positiva sulla vita dei cittadini.

Il fascismo e il duce appartengono definitivamente al passato. Il giudizio della storia è stato emesso in modo implacabile. Riaprire il caso rivendicando maggiore purezza e durezza non ha alcun senso. Se non quello di evidenziare una mortificante lontananza rispetto ad una contemporaneità che evidenzia crisi ben più serie e davanti alle quali i politici di professione come Fiano dovrebbero fornire riposte tempestive. Non c’è niente di peggio per un partito chiamato a guidare un Paese che non avere un lucido e accorto senso della realtà.

L’eccesso di astrazione genera ineluttabilmente l’ideologia che è quanto di più remoto ci possa essere da una politica sana. Ossia una politica che si metta umilmente al servizio del cittadino. L'unica che serva davvero e che condivide ben poco con le polemiche fatue, istantanee e autocelebrative. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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